Milleproroghe: no al condono e a modifiche del piano casa

RomaNiente condono edilizio, né modifiche in senso estensivo alle regole del piano casa nel decreto «milleproroghe». La commissione Affari costituzionali del Senato, presieduta da Carlo Vizzini (Pdl), ha cassato gli emendamenti presentati dal relatore Lucio Malan e da altri parlamentari del Pdl, perché si tratta di norme «non omogenee alla materia e prive dei requisiti di necessità e urgenza». Sono circa 300 su 650 gli emendamenti che non hanno superato l’esame di ammissibilità. Tra questi, le proposte sui dividendi delle municipalizzate, sulla restituzione dell’Iva relativa alle tariffe per i rifiuti indebitamente pagate, e sul «federalismo infrastrutturale che avviava, di fatto, la privatizzazione dell’autostrada Venezia-Trieste. Saltata anche la proposta di destinare alle Regioni una fetta dei proventi dei giochi.
«Volevamo evitare che il decreto si trasformasse in un provvedimento omnibus con ingresso libero - ha spiegato Vizzini -: condono e piano casa sono questioni politiche rilevanti, ma dovranno essere affrontate in altri provvedimenti». Il condono edilizio era spuntato tra gli emendamenti firmati da senatori di maggioranza nei giorni scorsi. Nel dettaglio si proponeva una sanatoria per abusi anche precedenti al 2003.
«Abbiamo voluto sanare la disparità di trattamento subita dai cittadini della Campania, che non hanno potuto usufruire del condono 2004 a causa di una legge regionale poi dichiarata inconstituzionale», hanno spiegato i firmatari Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, annunciando che comunque ripresenteranno l’emendamento in aula. Ma già al momento della presentazione, nelle file del Pdl diversi parlamentari avevano preso le distanze dalla proposta.