Milleproroghe, posta la fiducia alla Camera

Il governo ha posto anche alla Camera,
come era accaduto al Senato, la questione di fiducia sul
decreto milleproroghe. Il testo, i cui termini di conversione
scadono il 28 febbraio, era stato approvato la settimana scorsa
da Palazzo Madama. Martedì il voto finale

Roma - Il governo ha posto anche alla Camera, come era accaduto al Senato, la questione di fiducia sul decreto milleproroghe. Il testo, i cui termini di conversione scadono il 28 febbraio, era stato approvato la settimana scorsa da Palazzo Madama. Si tratta della 13esima fiducia voluta dall’attuale governo Berlusconi, la decima che viene chiesta nell’Aula della Camera dall’inizio della legislatura.

Martedì il voto finale Il voto di fiducia sul milleproroghe ci sarà domani. Mentre quello sul provvedimento ci sarà martedì prossimo. Domani dunque alle ore 15 inizieranno le dichiarazioni di voto e alle 16,30 inizierà la prima chiama per il voto di fiducia posta dal governo sul provvedimento. Seguirà l’illustrazione degli ordini del giorno. Martedì, dalle ore 11, toccherà alle dichiarazioni di voto sul provvedimento che verranno seguite dal voto finale.

Il voto di fiducia Il governo pone per la tredicesima volta nei nove mesi di questa legislatura, la fiducia su un provvedimento. I dodici precedenti voti di fiducia sono stati il 25 giugno 2008 sul decreto fiscale (con le misure sull’abolizione dell’Ici prima casa e per la defiscalizzazione degli straordinari), il 15 luglio sul decreto sicurezza, il 21 luglio e l’1 e il 5 agosto sempre sul decreto manovra (al Senato e alla Camera), il 7 ottobre sul decreto scuola, il 22 ottobre sul decreto Alitalia, il 2 dicembre sul decreto sanità, il 7 gennaio 2009, sul decreto per l’università, il 14 gennaio alla Camera sul decreto anticrisi, il 27 gennaio al Senato sullo stesso provvedimento, e l’11 febbraio sul decreto ’milleproroghè. In precedenza, il governo aveva avuto la fiducia sia alla Camera che al Senato sulla formazione del governo. Nella legislatura precedente, anche il governo Prodi (che aveva una maggioranza risicatissima al Senato) aveva fatto ricorso alla fiducia per tredici volte in un periodo di tempo analogo, per finire poi con 27 voti di fiducia su singoli provvedimenti. Nella legislatura ancora precedente, il governo Berlusconi II aveva totalizzato 29 voti di fiducia in tre anni e 10 mesi, ai quali vanno aggiunte le 21 fiducie del terzo governo Berlusconi, nei suoi nove mesi e mezzo di vita.