Mills, processo al premier con nuovi giudici il 4 Ghedini: "Legittimo impedimento, ci sarà Cdm"

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Il collegio non sarà più presieduto da Nicoletta Gandus, incompatibile
perché ha già emesso la sentenza sul legale inglese, coimputato di Berlusconi. Prossima udienza
il 4 dicembre davanti a un nuovo collegio di magistrati. Validi gli atti del processo precedente
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Milano - Ricomincia e si blocca in meno di mezz'ora il processo a Silvio Berlusconi per il caso Mills, la presunta corruzione dell'avvocato inglese che gestiva i conti esteri del gruppo Fininvest. Il tempo per il giudice Nicoletta Gandus e i suoi colleghi di fare l'appello dell'unico imputato, "Berlusconi Silvio, contumace", e di dichiararsi incompatibili: questo tribunale non può più processare Berlusconi perché per gli stessi fatti ha già processato e condannato David Mills. Quindi l'intero fascicolo passa a un altro terzetto di magistrati: udienza di ripartenza, il prossimo 4 dicembre. Ma i difensori del premier, Nicolò Ghedini e Pietro Longo, fanno già sapere che quel giorno il presidente del Consiglio non ci sarà, perché impegnato in una riunione del governo come tutti i venerdì. "Se avessimo avuto davanti già oggi i nuovi giudici - brontola Ghedini - avremmo potuto iniziare a concordare un calendario delle udienze, invece così quella del 4 dicembre sarà una giornata inutile". Si inizia, insomma, a manifestare quello che sarà uno dei leit motiv del nuovo processo al Cavaliere: come conciliare i tempi e le esigenze del tribunale con gli impegni istituzionali del capo del governo.

Validi gli atti Ma non è l'unico tema polemico che inizia già a prendere forma. Nel provvedimento che fissava la nuova data di inizio, infatti, il presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro ha stabilito che i nuovi giudici potranno tenere validi tutti gli atti compiuti davanti alla Gandus prima che la posizione di Berlusconi venisse stralciata. E' una decisione importante, perché se si dovesse iniziare daccapo con prove e testimoni il processo a Berlusconi andrebbe quasi certamente verso la prescrizione. E Nicolò Ghedini promette battaglia: "Il fatto che gli atti già compiuti siano stati considerati efficaci - dice il difensore del premier - non vuol dire affatto che saranno utilizzabili anche dai nuovi giudici. La legge dice che serve anche il nostro consenso, e noi valuteremo volta per volta e caso per caso". Insomma, non sarà un processo tranquillo: ma questo già si sapeva.

Collegio di tre donne Il nuovo collegio sarà composto da tre giudici donna, da quel che infatti risulta: Francesca Vitale (il presidente) e ad Antonella Lai e Caterina Interlandi.