È Milly Moratti la più «povera» del Consiglio

Nell’opposizione guida la pattuglia dei «ricchi» Martinelli (Ds)

Giannino della Frattina

Il più ricco è il sindaco Gabriele Albertini, la più povera Milly Moratti. Verde doc, moglie di Massimo, numero uno dell’Inter e cognata di Letizia, papabile sindaco di Milano nella prossima legislatura. Il confronto è schiacciante: oltre 305mila euro a 23mila. I dati arrivano dal Bollettino per la pubblicità della situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive e direttive, pubblicato a norma di legge dalla presidenza del consiglio comunale. Pruriginoso buco della serratura da cui si possono spiare le tasche degli amministratori pubblici.
Cifre riferite all’anno 2003 e, quindi, per qualcuno da aggiornare. A cominciare dal sindaco divenuto, nel frattempo, europarlamentare e dunque probabilmente ancora più Paperon de’ Paperoni. Nella denuncia di Albertini anche una Vespa 150 e una Bmw 316 del ’98 probabilmente ferma in garage visto l’obbligo di scorta e auto blu. Imponente il pacchetto azionario in cui spiccano i titoli Telecom, Unicredit, Benetton, Capitalia, Fiat, Banca Intesa e molti altri. Praticamente nullo il capitolo «cariche rivestite in società» con i soli cda dell’azienda di famiglia e Cealfond. All’altro capo la Moratti, proprietaria di palazzine («sei appartamenti in Milano»), ma il cui Irpef si ferma a quota 23mila. L’auto è l’intramontabile Maggiolone verde del 1971.
A 226mila e in seconda posizione si piazza l’azzurro Livio Caputo che gira in Yaris e, almeno allora, possedeva azioni Telecom, Aem, Eni, Generali. Primo nel centrosinistra il professor Alberto Martinelli (Ds) che non se la passa male con un’Irpef di 212mila euro e spiccioli. Precede di molto (quasi 160mila euro) l’avvocato Udc Giovanni Testori che confessa, fra l’altro, un terreno agricolo a S.Colombano al Lambro e l’acquisto di un motoscafo «usato». A 151mila euro arriva Francesco Triscari (Fi). Medico dal ricco pacchetto azionario e cariche nelle Ferrovie Nord (vice presidente) e Valdata (cda). Prima delle donne è Graziella Giobbi Martini (148mila euro) che può vantare anche un posto nel comitato esecutivo della Fondazione Fiera Milano oltre a un ragguardevole patrimonio immobiliare. Staccato di poco (142mila) il senatore «margherito» Nando Dalla Chiesa che precede Carla De Albertis (123mila) e il medico cardiologo Stefano Carugo, ricco di figli (cinque) e 115mila euro. A un soffio, in decima posizione, l’altro azzurro Pietro Bassi che in portafoglio teneva pure 2mila azioni Aem.
Detto della Moratti, secondo nell’altra metà del cielo Alan Christian Rizzi (nemmeno 27mila) e una manciata di azioni (Pirelli, Finmeccanica). Terzo il rifondatore comunista Gianni Occhi (27mila) che proprio ne 2003 ha venduto azioni Aem, Seat ed eBiscom. A un soffio (28mila) il diessino Marco Cormio, la dipietrista Letizia Gilardelli (30mila) e l’azzurra Maddalena Di Mauro (30mila). Settima a 33mila Barbara Ciabò (An) davanti ad Andrea Mascaretti (Fi) e al portavoce del Leoncavallo Daniele Farina con quota di appartamento nello splendido Borgio Verezzi (Sv). Decima posizione per Domenico Maio (Fi) e 35mila euro. Allora a centroclassifica Matteo Salvini, capogruppo della Lega più che benestante con 60mila euro. Ma poco più che spiccioli rispetto all’attuale stipendio da europarlamentare.