Mimun: «Fassino? Al telefono con me ha usato parole volgari»

Il direttore del Tg1 all’Ansa: «I dati sui tg che ho diretto in 12 anni sono ottimi. Vedo un derby a sinistra Santoro-Floris»

da Milano

«Ho la coscienza a posto. Non a caso ho inviato al vertice Rai i dati, indiscutibilmente ottimi, di 12 anni di lavoro alla guida di Tg2 e Tg1. Ma c’è chi pensa che io abbia sbagliato indirizzo...». Il direttore del Tg1 Clemente J. Mimun, del quale il vicepremier Massimo D’Alema ha chiesto la rimozione, risponde così in un’intervista concessa all’Ansa.
Dicono che non vuole mollare.
«Io prenderò atto di quel che deciderà l’azienda, ci mancherebbe altro. Spero che i vertici Rai sappiano almeno confezionare per il futuro proposte adeguate alla mia storia e a quel che ho dimostrato di saper fare, altrimenti ognun per sé e Dio per tutti...».
Pronto alla battaglia?
«Sono un pacifico, non un pacifista, rispetto tutti, mi aspetto altrettanto...».
(...) D’Alema ha detto che non ha mai telefonato ai direttori dei tg, Fassino rivela, invece, che ha chiamato solo per protestare, mai per chiedere assunzioni. È vero?
«(...) Quando Fassino mi ha telefonato ha usato anche toni alterati e parole volgari... Poiché rispondo a tono, non ci siamo parlati per anni... È vero che, al telefono, non mi ha mai raccomandato nessuno».
È contento del ritorno di Santoro?
«Sono molto curioso di veder quel che saprà inventarsi per confermarsi leader rispetto a Floris. È prevedibile un grandissimo derby tutto a sinistra. Nella Cdl sbaglia chi pensa che Michele abbia solo sete di vendetta. Lui vuole vincere e, secondo me, hanno più motivi di temere maggioranza e governo. Gli faccio un sincero in bocca al lupo, la sua grande faziosità mi è mancata».
Cosa l’ha stupita di più in questi giorni?
«Il silenzio assordante dei sindacalisti Rai sulla scelta di esterni per i telegiornali. Negli anni passati fecero le barricate. Ma anche l’omertà di chi blatera spesso sulla necessità di avere la “patente” per fare la tv e in queste ore fa finta di non vedere, o fa spallucce...».
Per lei che cosa prevede?
«Dipende dall’azienda, dai suoi vertici e dal Cda. Se necessario qualche settimana di riposo, poi se sarà possibile mi ritufferò in una nuova, speriamo, stimolante esperienza professionale. Ma per ora non saprei dire quale. Staremo a vedere...».