Mina anticarro piazzata nel porticciolo

Le ipotesi sono due, entrambi molto inquietanti. Quella mina anticarro è stata lasciata tra le reti dei pescatori, sul porticciolo di Sestri Levante, da chi non si è reso conto della pericolosità del gesto o da chi voleva lanciare un segnale minatorio preciso? I carabinieri, la capitaneria di porto e i vigili urbani (avvertiti per primi della presenza dell’ordigno) sono al lavoro per risalire all’autore del gesto. Intanto il pericolo è stato «disinnescato». O meglio, la bomba, probabilmente di fabbricazione italiana, risalente alla seconda guerra mondiale ma ancora in perfetto stato di conservazione, è stata fatta saltare in aria già ieri alle 15.17 sulla spiaggia di Sant’Anna, dopo che la popolazione residente in zona era stata avvertita di lasciare le finestre aperte per evitare danni provocati dal potente spostamento d’aria. Sul luogo dell’esplosione si è alzata una densa colonna di fumo.
Carabinieri e capitaneria cercano di capire chi e perché abbia lasciato la mina anticarro, chiusa in un sacchetto di plastica, proprio sul porticciolo. Sembra infatti da escludere che l’ordigno sia stato pescato in qualche rete e poi abbandonato. Il suo stato di conservazione era troppo buono per essere compatibile con una permanenza di circa 60 anni in mare. Gli artificieri non hanno neppure trovato segni lasciati dall’acqua nella mina. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, neppure quella, circolata in banchina, che la bomba sia stata messa come monito da chi combatte la battaglia contro la realizzazione del nuovo porticciolo turistico a Sestri Levante.