Mina contro la «grande Genova»

Il candidato sindaco attacca l’idea-Vincenzi

Camice bianco, 51 anni, cardiochirurgo specialista in chirurgia vascolare e oncologica presso l'ospedale San Martino di Genova. Giuseppe Mina, candidato sindaco di Arenzano, apre il cassetto e fa vedere la sua tessera del partito. Forza Italia. Poi la ripone nel cassetto. Un gesto simbolico perché, spiega, «ora rappresento tutti i partiti della casa delle libertà». Con l'aggiunta dei Pensionati e della lista Biasotti, va aggiunto. Tutti i moderati, insomma. Una cosa che ad Arenzano non si era mai vista. Un'operazione di chirurgia politica nella quale Mina ha già dato prova delle sue capacità riuscendo a ricucire tutte le anime della Cdl di Arenzano, praticamente assente fino a oggi. Bei tempi, viene da dire, per la sinistra locale che nel 2004 ha vinto le elezioni con maggioranze bulgare. Oltre il 57 per cento a favore di Luigi Gambino (alla sua seconda vittoria in municipio) che, sfiduciato il 5 novembre dallo stesso consiglio comunale, ci riprova coi vecchi simboli, tutti racchiusi nel nome della lista: «Centrosinistra». Niente equivoci, quindi. Ma i prossimi 27 e 28 maggio non sarà una competizione a due. Contro il centro destra unito, la sinistra si divide e divide i propri simboli tra lo stesso Gambino, Alessandro Sintoni e Salvatore Moscatello. Sintoni si presenta con la lista «Uniti per il rinnovamento», mentre «Democratici popolari» è il nome della lista di Moscatello che conta al suo interno Raffaele Bitenti, uno dei personaggi più rappresentativi della sinistra locale e campione di preferenze nell'ultima tornata elettorale. A completare il quadro, la Margherita si divide tra Moscatello e Gambino.
«C'è una bella competizione perché per la prima volta nella storia di Arenzano, che è sempre stata amministrata dal centrosinistra, i cittadini avranno una alternativa», spiega Mina che non da per scontati i risultati delle elezioni. Meritocrazia ed efficienza della macchina comunale, tutela della famiglia tradizionale, rispetto della dignità della persona e reale solidarietà verso i più deboli, sono i gli obiettivi che Mina si propone con la sua lista che intende realizzare luoghi di aggregazione per gli anziani, ma anche per i giovani. «I ragazzi di Arenzano non hanno punti di ritrovo stimolanti, e alla fine stanno a casa oppure si riuniscono al bar. Il motivo è anche che in paese non esistono molte strutture sportive. Manca un palazzetto dello sport e bisognerà iniziare a pensarci». Ma al primo punto del programma Mina mette la scuola «che si trova in condizioni fatiscenti e dovrà al più presto essere messa in sicurezza migliorando la struttura». Poi c'è la questione della sicurezza («che mi preme tantissimo»), delle spiagge libere («che vanno ripulite e potenziate»), dell'ambiente (con un deciso: «no a ogni speculazione edilizia»). E un ultimo no, senza possibilità di appello, al progetto di città metropolitana perseguito dalla candidata sindaco di Genova per il centrosinistra, Marta Vincenzi. «Un progetto - spiega Mina - che trasformerebbe la nostra tranquilla cittadina nella periferia di Genova. Senza contare gli effetti che avrebbe sull'economia locale un ampliamento del porto di Voltri sul nostro mare, così come prospettato dai sostenitori della città metropolitana».
E poi ci sono l'ospedale della colletta («ridotto a semplice centro di rieducazione da anni di amministrazioni di centrosinistra»), e il Puc con gli interessi più o meno nascosti che girano in comune intorno al mattone. Tutti temi sui quali si incontreranno i candidati sindaci domenica 20. Il primo vero confronto destra-sinistra che gli arenzanesi abbiano visto negli ultimi anni. Un confronto al cardiopalma, assicurano gli organizzatori. Roba da tutti i giorni per il cardiochirurgo.