Mina senatrice: e perchè non Baglioni?

Ci stanno pensando davvero. Hanno già avviato consultazioni e sondaggi per conoscere gli umori della politica e del Paese. L'idea geniale è di due parlamentari Pd: Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione vigilanza Rai, e Franco Laratta, della Commissione telecomunicazioni alla Camera. Vogliono Mina senatrice a vita. I due genialoidi spiegano: "Non è una richiesta fatta per propaganda o ricerca d'immagine (nooooooooooo, n.d.r.), si tratta di un prestigioso riconoscimento ad un'artista tra le più autorevoli del nostro Paese. Dopo cinquant'anni di attività musicale con straordinari successi a livello internazionale, Mina rappresenta un'icona nel panorama del nostro Paese...". Eccetera, eccetera, eccetera. Valli a capire, questi autorevoli personaggi politici: più o meno, considerano il Senato una specie di tribuna Vip, o di terrazza romana, dove imbarcare tutti quelli che stanno simpatici. A tutti quanti noi, che ne siamo fuori, sembrerebbe invece che il Senato sia e resti un luogo abbastanza sacro, o comunque nobile e solenne, dove ci debba stare gente preparata, competente, appassionata. Spariamola grossa: gente che per spirito di servizio si mette a disposizione del proprio Paese. Vogliamo parlare di Mina? A parte qualche canzone, resta nella nostra memoria storica come quella tizia che nel 1964 ha lasciato, abbastanza schifata, la propria nazione per rifugiarsi in Svizzera, evitando tra l'altro di pagare le tasse sul suolo natìo. Da lì, nel corso degli anni, non ha fatto altro che prendere le distanze, vomitare sentenze, bocciare tutto e tutti di noi. Altro, non risulta. Basta questo, come merito sociale, per sedere a vita in Senato? Oppure è per i grandi meriti conseguiti nel duetto con Alberto Lupo, cantando "Parole, parole, parole", che vogliamo metterla al fianco della Montalcini e degli ex presidenti? Se proprio vogliamo misurare con il bilancino del farmacista i reali meriti nazionali, Baglioni e Dalla ne vantano in misura decisamente maggiore, considerando tutte le generazioni che hanno allevato e allietato sulle note delle loro stupende canzoni. E Bearzot? Vogliamo dimenticare che cosa ha fatto al suo Paese, in quella magica estate del 1982? E Fiorello, allora? Tutti prima, nel nostro cuore, della trasfuga Mina. E se gli eminenti parlamentari che la vogliono senatrice dissentono, provino con un referendum: così capiranno una volta di più quanto lontani siano dai reali sentimenti della gente italiana. Sprechino tempo e fatica per battaglie più utili. Noi italiani già fatichiamo a comprendere la necessità e l'utilità dei senatori a vita, manca solo di aggiungerci Mina. E se proprio bisogna scegliere una transfuga, sempre meglio la Bellucci: almeno interpreta da anni i nostri sogni. Notturni.