Le minacce contro Prodi, tutti i documenti sul "Giornale"

Ieri lettera minatoria e bossoli (<em>nella foto</em>) contro il premier nella redazione romana. Il direttore: &quot;Comportamento responsabile, la Digos ci ha detto di non enfatizzare&quot;. Ma Sircana, portavoce del governo, protesta. Giordano: &quot;Da quando detta la linea editoriale?&quot;

Milano - Una lettera anonima di minaccia e un bossolo calibro 9 sono stati recapitati alla redazione romana de il Giornale. L'episodio è di ieri. Oggetto delle minacce il premier Romano Prodi. Il direttore Mario Giordano, dopo aver chiamato la Digos ed essersi consultato con gli investigatori, sceglie la linea di non enfatizzare quello che, a detta della polizia, appare il gesto di un folle. Quindi la notizia viene inserita all'interno di un articolo dove vengono riportate le minacce ricevute, sempre nella giornata di ieri, dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris e dal gip di Milano Clementina Forleo. Apriti cielo.

Le polemiche Il portavoce del presidente del Consiglio Silvio Sircana si dice sconcertato per il fatto che "sfogliando le pagine de il Giornale di oggi, l’invio di una lettera anonima di minacce e di un bossolo calibro 9 destinati al presidente del Consiglio, giunti alla redazione romana del quotidiano venga derubricato a due righe finali di un grande articolo dedicato a minacce e gesti identici aventi come obiettivo i magistrati De Magistris e Forleo (ai quali, tra l’altro, lo stesso Prodi ieri sera ha fatto pervenire la propria convinta solidarietà)". Il portavoce del presidente del Consiglio dice che Prodi "riceve spesso minacce e messaggi più che espliciti. La scelta di non drammatizzare episodi comunque gravi e inquietanti è voluta, e ribadita, per evitare che si possano generare polemiche, strumentalizzazioni e, ancor peggio, emulazioni senza controllo".

La replica del direttore Giordano risponde a Sircana. "Noi abbiamo avuto un atteggiamento responsabile - spiega il direttore -. Le forze dell'ordine ci hanno detto che quel documento era irrilevante. Ed è subito risultato evidente che nell'occasione la cosa peggiore da fare sarebbe stata quella di dare troppa enfasi mediatica al gesto di un folle che si firma con un inesistente Comitato di Giustizia Sociale". Senza contare che nella giornata di ieri sono giunte nella redazione romana de il Giornale altre lettere minatorie contro diversi giornalisti e addirittura contro Lucio Dalla. Tutto consegnato alla Digos e nessuno ha protestato. "A questo punto - argomenta il direttore - mi viene un dubbio. Se Sircana dice che la linea del governo è di non drammatizzazione perché chiede a noi di drammatizzare? E da quando la presidenza del Consiglio detta a un libero quotidiano la linea editoriale?". Domani, su il Giornale, verranno pubblicati tutti i documenti e le foto arrivati in redazione. "Ne siamo costretti - chiude il direttore -. Il tono raggiunto dalla polemica ce lo impone.