Minacce e insulti ai candidati della Cdl

Due giorni fa gli insulti all’azzurro Fabio Costa, al mercato di Certosa. Ieri le minacce ad altri due candidati del centrodestra: a Cornigliano sono dovuti intervenire i carabinieri per allontanare i contestatori, a Bolzaneto sono comparse scritte contro Forza Nuova e un volantino intimidatorio contro un esponente di An. «Sta diventando impossibile fare campagna elettorale nelle roccaforti della sinistra» dicono i politici della Cdl. «I contestatori, a partire dai centri sociali, sanno di farla franca perché c’è chi li protegge, anche nel governo - aggiunge Giorgio Bornacin, senatore di An-. Gli insulti sono un chiaro segnale: la sinistra ha paura di perdere le elezioni».
Ne è convinto anche Luciano Silighini Garagnani (Forza Italia) che ieri mattina aveva messo il banchetto elettorale ai giardini Melis di Cornigliano. «I vigili mi hanno fatto spostare perché il posto era occupato assegnandomene un altro in via Cornigliano, all’angolo con via Baffigo, a fianco alla sede dell’Anpi». Da lì sono usciti degli ex partigiani che, racconta il candidato alla Provincia, hanno iniziato a dargli del «fascista». «Ho 31 anni, mio nonno è stato decorato da Pertini per aver comandato un campo americano dopo il 1943. L’ho detto a quei signori, ma niente, continuavano a insultarmi, spalleggiati da esponenti dei Ds che si sono messi a distribuire volantini davanti al mio tavolino. A quel punto ho chiamato i carabinieri». Nemmeno l’arrivo delle forze dell’ordine ha riportato la calma. «Siamo rimasti per un po’ a fianco del banchetto per evitare che il diverbio degenerasse» dicono i carabinieri. L’esponente di Forza Italia ha dovuto spostarsi qualche metro più in là e tutto si è calmato. Il giorno prima era stato vittima di un altro brutto episodio: «Un giovane magrebino si è avvicinato al banchetto con la scusa di vedere i manifesti, poi ha iniziato a strappare i volantini urlandomi “fascista” - racconta Silighini Garagnani- Fare politica a Cornigliano per chi è della Cdl è impossibile, c’è un regime».
A Bolzaneto, invece, è stato preso di mira l’ufficio di Camillo Staffaroni, candidato di An al Comune, al primo binario della stazione. Un volantino con il messaggio «fuori i fascisti da Bolzaneto» è stato appeso alla porta e scritte contro Forza Nuova sono state lasciate sui muri. Staffaroni è un ferroviere in pensione: «Nel volantino non c’era il mio nome, ma è chiaro che ero io il destinatario - dice-. Ho denunciato la cosa alla polizia che è stata qui e ha fotografato anche le scritte contro Forza Nuova».