Tra minacce e vandalismi un Primo maggio di violenza

A Napoli nuove scritte contro Bagnasco, a Bologna un’altra lettera contro il sindaco, al Firma day di Roma aggredito Segni. Devastato treno in arrivo dalla Calabria

Milano - Quale sia stato il clima lo raccontano gli atti del giorno dopo. Il documento approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Bologna, tanto per cominciare, che unisce la solidarietà al sindaco Sergio Cofferati a quella per l’arcivescovo di Genova e presidente Cei Angelo Bagnasco. E poi i telegrammi che hanno attraversato l’Italia, gli appelli a non abbassare la guardia, le inchieste aperte e il potenziamento delle misure di sicurezza. È stato un Primo maggio violento, in un incrociarsi di intimidazioni e in un crescendo di tensione che non s’è fatto mancare nulla, dalle minacce ai politici alle accuse ai religiosi, dalle aggressioni agli atti di vandalismo.
Bagnasco ancora nel mirino. Non c’è solo il palco di piazza San Giovanni. Ci sono anche nuove scritte, comparse a Napoli in via Duomo e all’uscita della metropolitana di piazza Cavour. A vergarle con vernice spray nera, in qualche caso firmate con la A cerchiata degli ambienti anarchici, alcuni giovani dei centri sociali che il Primo maggio hanno partecipato al corteo Rdb-Cub contro la precarietà del lavoro. Oltre all’alto prelato, cui sono rivolte frasi ingiuriose quali «Bagnasco boia», «Bagnasco erotomane represso» e «Bagnasco: se lo conosci lo eviti, se non lo conosci ti uccide», anche gli slogan «Cloro al clero» e «Rutelli, fatti un Bagnasco caldo». Sempre durante il corteo «Euromayday», sono state imbrattate le saracinesche di banche e ci sono stati momenti di tensione davanti al McDonald’s.
Attacco al Referendum. Gli insulti, poi un tavolo scaraventato addosso. Nessuna conseguenza ma molta rabbia per l’onorevole Mario Segni, vittima dell’aggressione da parte di alcuni giovani estremisti di sinistra in piazza San Giovanni a Roma, nel corso del Firma day. Immediata la reazione del presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha invitato a «tutelare con il massimo di garanzie possibili» la raccolta di firme. Sentiti i ringraziamenti di Segni, che pure ha sottolineato come fra i responsabili del «clima finora inaccettabile» intorno alla consultazione ci sia lo stesso leader di Rifondazione per quella «assurda dichiarazione nella quale affermava che il referendum mina le basi della democrazia».
Milano, le Br e Tronchetti scritte di solidarietà ai presunti terroristi Br arrestati a febbraio sono apparse alla manifestazione per il Primo Maggio a Milano. Lungo il percorso del Mayday Parade 2007 è apparsa una scritta inneggiante al centro sociale Gramigna di Padova, coinvolto negli arresti, affiancata da una stella a cinque punte. Per il corteo sono circolate copie di una e-mail di uno degli arrestati dal carcere di Opera. Altre scritte sui muri di alcune banche attaccavano Marco Tronchetti Provera.
Le minacce a Cofferati. Le prime tre lettere firmate Pcc, Partito comunista combattente, erano arrivate lunedì scorso alle redazioni bolognesi di Carlino, Corriere e Repubblica. La quarta s’è fatta attendere fino a ieri solo perché gli uffici del Comune nei giorni precedenti erano chiusi. È identica alle prime, solo che questa è indirizzata direttamente al sindaco di Bologna. Stesso mittente, l’inesistente Gam di via dell’Inferno 1, la strada che interseca via Valdonica dove il 19 aprile 2002 fu ucciso Marco Biagi. E stesso contenuto: le minacce contro il Partito democratico e Cofferati e l’annuncio di azioni di guerra a partire da Bologna. La Procura indaga per istigazione a commettere reati contro le istituzioni e minacce aggravate dal fine eversivo: gli inquirenti sono convinti che gli autori non siano persone organiche alle Br, ma qualcuno che, con linguaggio «opportuno», «riecheggia, ma in qualche modo balbetta, le linee della seconda posizione Br».Ieri Cofferati ha annotato come alle minacce «sia giusto rispondere mantenendo tutto l’impegno di prima: la mia vita non deve cambiare». Di certo, ha segnalato, bisogna porre «molta attenzione» al «tentativo evidente di procedere a forme di arruolamento, in tempi passati riservate a quella parte di società che proponeva follie terroriste». Convinto della necessità di non cambiare abitudini anche il premier, che il Primo maggio non ha rinunciato alla consueta passeggiata per Bologna.
I vandali. Cinque giovani calabresi sono stati denunciati per danneggiamento dopo aver completamente distrutto due vagoni del treno Villa San Giovanni-Roma, con il quale sono arrivati nella capitale per seguire il concerto del Primo maggio. Alla distruzione delle due carrozze - sono stati divelti i sedili, rotti i vetri, forzate le porte degli scompartimenti e dei bagni - hanno contribuito diversi giovani probabilmente ubriachi. La maggior parte però è riuscita a fuggire prima che gli agenti della Polfer potessero identificarli, tirando il freno di emergenza poco prima della stazione Termini.