Minacce a Gigi D'Alessio "Fai schifo, non cantare al concerto pro Letizia"

Contro Gigi D'Alessio si scatena l'odio dei sostenitori di Pisapia: la sua pagina Facebook intasata con insulti e minacce. Il messaggio è chiaro: se stai con Pisapia non c'è problema; se stai col Pdl ti fanno chiudere la bocca

Milano - "Ti getteremo i pomodori fradici (ma quelli presi dalla monnezza che abbiamo per strada). Non sei degno di essere napoletano se vai a cantare per la camorra". La pagina Facebook di Gigi D'Alessio è un cimitero di insulti e minacce. L'odio trasuda dalle parole e fa male anche soltanto a leggerlo. Antonello scrive: "L'unica cosa che hai di buono è il corpo di tua moglie". E Flavio rincara: "Manco quello... i soldi dati al chirurgo plastico della moglie sono la cosa buona". Giovanni riesce a fare ancora di peggio: "Oggi ho mangiato qualcosa che mi ha fatto male alla pancia, penso che andrò a liberarmi scaricando un po' di Gigi D'Alessio nella tazza del cesso". Che cosa ha fatto il cantante napoletano, autore di successi conosciuti in tutto il mondo? Nulla. Ha solo deciso di partecipare al concerto organizzato da Letizia Moratti per la chiusura della campagna elettorale. La sinistra non lo ha perdonato e ora lo minaccia di morte.

Avrebbe dovuto essere un momento di unione, una serata in cui la buona musica avrebbe messo da parte tutti i dissapori e unito Milano. Il centrodestra sceglie Gigi D'Alessio come cantante di punta della fase finale della campagna per i ballottaggi che più contano unendo musicalmente le battaglie di Napoli e Milano, dove il re dei neomelodici avrebbe dovuto esibirsi sia questa sera sia domani. D'Alessio avrebbe dovuto salire sul palco insieme a band emergenti meneghine, la bellissima Alexandra Stan (reduce della hit Saxobeat), il gruppo Kid Creole and the Coconuts, l'attore Edoardo Sylos Labini e l'attrice italo somala Saba Anglana. Non appena le agenzie hanno annunciato la partecipazione della star partenopea al concerto a sostegno della Moratti, la sua pagina di Facebook - nella quale si legge anche che la partecipazione ai Wind Music Award di Verona è stata spostata da venerdì a sabato - è stata invasa da messaggi di insulti e minacce da parte dei sostenitori di Giuliano Pisapia che contestano la scarsa appartenenza al territorio dell'artista, ma anche di napoletani che lo accusano di "essere venduto alla Lega".

La vicinanza tra D'Alessio e il premier Silvio Berlusconi, da sempre appassionato di melodie napoletane, non è un mistero. Nel 2003 il cantante confessò che il Cavaliere gli aveva proposto di scrivere un disco insieme, un'ipotesi tornata in pista nel 2008 quando l'artista si offrì a mettere in musica un pezzo del premier, pur ammettendo che "i suoi pezzi sono un po' smetricati e difficili da mettere in musica". In quell'occasione Gigi D'Alessio disse di simpatizzare per il centrodestra. Una "fede" che non è stata certamente dimenticata dagli ultrà di Pisapia che, da ieri pomeriggio, lo hanno tempestato di minacce per chiudergli la bocca e non farlo cantare. "Sei à schifezza - scrivono - dà schifezza ell'ommini". E ancora: "Venerdì al concerto pro Pisapia penserò alle tue canzoni di merda ascoltando Jova e il magistrale Elio: vergognati". Una vera e propria invasione che ha costretto il cantante a chiudere la propria pagina ufficiale. E per questo viene deriso: "Gigi, è inutile che ti metti a cancellare i messaggi! Tanto non impari lo stesso a suonare". E giù insulti: "Bestia di merda", "Cacasotto pusillanime", "Che uomo di merda, meglio Red Ronnie a sti punti".

I moderatori della pagina non riescono a stare dietro alla caterva di messaggi che continuano ad arrivare anche a notte fonda. Insulti, minacce e improperi a senso unico. Il messaggio è chiaro: Gigi D'Alessio non deve cantare per il centrodestra. E' l'odio della sinistra che nei giorni scorsi aveva già preso di mira Red Ronnie, reo di collaborare con la Moratti. Anche contro il conduttore del mitico Roxy Bar si era scatenata una vera e propria campagna diffamatoria che ha letteralmente intasato la sua pagina Facebook.

Nel giorno in cui Pisapia ha presentato al tribunale di Milano una querela di diffamazione contro il centrodestra, la sinistra mostra il suo lato più violento e vigliacco: se sei un artista e ti schieri con il Pdl, i compagni sono pronti a farti la pelle. Così, un momento che poteva trasformarsi l'occasione buona per unire l'Italia (il leghista Matteo Salvini aveva promesso che avrebbe duettato con Gigi D'Alessio) si trasforma nella tragica vetrina dell'estremismo rosso che nelle ultime due settimane sta violentando Milano. L'aggressione alla madre dell'assessore Alan Rizzi, i manifesti strappati in tutta la città, le minacce a Red Ronnie e a Gigi D'Alessio sono la riprova del modo di fare politica delle frange che sostengono Pisapia. Il candidato della sinistra era partito per primo organizzando, nelle settimane scorse, un concerto con il meglio dell'underground nostrano (dai Subsonica agli Afterhours) e un altro con Roberto Vecchioni; venerdì sera chiuderà la campagna elettorale con un ultimo concerto in cui si esibiranno Elio e le Storie Tese, Giuliano Palma e Daniele Silvestri (ancora in forse la partecipazione di Lorenzo Cherubini). I primi due eventi si sono svolti tranquillamente con oltre 60mila persone che hanno potuto ascoltare buona musica e passare una piacevole serata. L'amministrazione comunale ha fatto il possibile perché gli eventi di Pisapia riuscissero nel migliore dei modi. Ma se è il centrodestra a organizzare il concerto, gli ultrà scendono in campo per chiudere la bocca ai cantanti. D'altra parte, quello che si respira in questi giorni a Milano è un vero e proprio clima da regime. Le pesanti minacce a Gigi D'Alessio sono solo l'ultimo capitolo di una campagna elettorale violenta che ha puntato a far fuori gli avversari del centrodestra. Eppure le bandiere rosse con la falce e martello sventolate all'ombra della Madonnina all'indomani del trionfo di Pisapia al primo turno, avrebbe dovuto già metterci in guardia...