Minacce a Giordano, si allarga la solidarietà

Adesso è come un fiume in piena. Arriva tutta in redazione, tramite le mail, le lettere e le telefonate numerose dei lettori la solidarietà al nostro direttore Mario Giordano, attaccato sul sito web dell’Italia del valori di Antonio Di Pietro sul piano personale e con toni degni di ben altri periodi storici. E si moltiplicano, anche, le reazioni di esponenti politici che dopo quello che abbiamo definito «il silenzio delle istituzioni» - squarciato soltanto fin dall’inizio da Gianni Plinio capogruppo di An in Regione e dal collega Matteo Rosso di Forza Italia -, si stanno mobilitando contro il vergognoso attacco a Giordano. Oggi registriamo la presa di posizione dell’onorevole Michele Scandroglio del Pdl che dice di voler «rompere il silenzio trasversale dei parlamentari e accordarmi alle tante testimonianze di solidarietà nei confronti del direttore Mario Giordano che gli amici Rosso e Plinio hanno opportunamente promosso. Da queste colonne sia chiara e forte la vicinanza mia personale, ma non dubito anche quella dei colleghi parlamentari, di tutti i dirigenti, dei militanti ed elettori di Forza Italia. Popolo delle Libertà al direttore de il Giornale».
Parole di forte solidarietà anche da parte di Franco De Benedictis, consigliere comunale della Lista Biasotti, che scrive al nostro direttore «fino ad ora ho fatto parte del silenzio assordante delle istituzioni e di ciò mi scuso e mi vergogno. Sperando di essere ancora in tempo Le esprimo la mia più sentita solidarietà per l’ignobile campagna denigratoria che l’ha vista suo malgrado coinvolta. L’Italia moderata, liberale e autenticamente democratica è dalla sua parte. Lei ha raccolto il testimone di un grande maestro come Indro Montanelli e come lui avrà sempre il popolo de il Giornale al suo fianco». C’è anche chi si meraviglia che le reazioni all’attacco di Di Pietro non siano state più numerose. «Ritenevo scontata la reazione chiara e vivace della stampa e delle forze politiche contro la squallida e indecorosa congerie di minacce e ingiurie di gente ignorante al direttore Giordano - dice Peppino Orlando, nostro lettore -. Perciò non ho osato manifestare anche la mia solidarietà a lui insieme all'ammirazione per il coraggio e l'intelligenza della sue battaglie contro il giustizialismo ipocrita a senso unico. Ma ora, di fronte alle incertezze e ai vuoti di gente responsabile, ritengo doveroso unirmi ai cittadini liberi a sua difesa».
Continua Gian Giacobbi «a prescindere dalla incontestabile e totale solidarietà espressa al “nostro” direttore, vorrei suggerire allo stesso di rimettere la querela sporta contro il dottor Di Pietro (ipotizzando la sua accettazione della remissione) per il seguente ordine di motivi: quando avrà luogo l'udienza, sarà trascorso un certo lasso di tempo per cui il fatto avrà quasi certamente ridotto l'eclatante attualità e servirà soltanto a far parlare ancora di sé il dottor Di Pietro ed i «Suoi dell'Italia dei Valori». Il quale Di Pietro, nell'attuale momento storico, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, non foss'altro per il danno che ha procurato e che sta procurando in seno alla scombussolata minoranza».