Minacce a Sky per Inter-Roma

Il fischio dell'arbitro Rosetti e il conseguente cartellino rosso sventolato in faccia a Mexes hanno acceso la rabbia dei tifosi giallorossi, aizzati in diretta contro la telecronaca. Caressa si difende: "Le immagini mi danno ragione"

Roma - Quel fischio di Rosetti e il conseguente cartellino rosso sventolato in faccia a Mexes hanno acceso la miccia. Il passionale popolo giallorosso ha utilizzato l’etere romano come cassa di risonanza per scatenare la propria rabbia. «È finita? Non è mai iniziata», il laconico commento di Totti che ha anche parlato di «aiutone» all’Inter, con un Rosetti che «negli ultimi 15-20 minuti ha perso di vista la conduzione della gara e con l’espulsione di Mexes ha rovinato tutto. Doveva espellere Burdisso, aveva fatto 2-3 falli, il più clamoroso su Taddei».

Dall’amarezza del capitano alla rabbia dei tifosi. Immediato, sin dallo spuntar del sole, il tam tam mediatico delle radio capitoline: sotto accusa il fischietto di Torino colpevole, secondo gli ascoltatori, di aver falsato il risultato con i due gialli in un minuto a Mexes (e le moviole impietosamente lasciano più di un dubbio sul secondo intervento disciplinare, ndr), ma anche Sky e la coppia di telecronisti formata dal bravo Fabio Caressa e Beppe Bergomi, uno dei commentatori più preparati della rete di Murdoch. E davanti alle minacce, l’emittente richiede l’intervento della Lega calcio.

Gli ascoltatori vomitano improperi, minacciano di disdire gli abbonamenti a Sky (che pure garantisce uno dei maggiori introiti della Roma e dei principali club di serie A) e insultano Caressa e Bergomi. Rei, secondo i tifosi, di aver «coperto» gli errori di Rosetti, non dando in sede di commento il giusto peso agli episodi che l’hanno visto protagonista e facendo risaltare il pari come un risultato legato alla mancanza di cinismo della Roma. «Ho riascoltato la telecronaca - racconta il giornalista, che scrive una lettera aperta ai tifosi sul sito di Sky - e cito due episodi: ho detto che il secondo cartellino giallo a Mexes era un provvedimento eccessivo e che il fallo di Burdisso era bruttissimo, con rischio di rosso per il giocatore dell’Inter già ammonito. Lo abbiamo fatto rivedere più volte, nel tentativo di commentare nel modo più completo quanto accade in campo. Solo che noi siamo in tribuna e possiamo dare una sbirciata alla tv, l’arbitro no. Svelo un retroscena: quando ho acceso il cellulare, c’era già qualche messaggio di interisti che mi accusavano di filoromanismo. Così va il calcio».

La trasmissione condotta dall’ex leader della Curva Sud Mario Corsi, meglio conosciuto come Marione, ha addirittura fornito numeri di cellulare e indirizzi mail dei telecronisti. «Le critiche sono permesse, le minacce no, è stata un’aggressione vigliacca - la dura replica di Tullio Camiglieri, responsabile della comunicazione Sky -. Non ho sentito la telecronaca e i commenti post-partita, ma sono tutti ottimi professionisti. Ci sforziamo perchè il calcio sia più civile, tenga toni bassi e poi capitano cose così sconcertanti. Mi sembra un uso criminale del mezzo radiofonico, utilizzato come strumento di insulto personale prendendo la partita come spunto. Questa è una radio che trasmette in base a una concessione pubblica, deve rispondere al codice di regolamentazione (varato il 25 luglio scorso) e a quello etico. Ora spero che intervenga la Lega calcio, i nostri legali valuteranno se ci sono gli estremi per una denuncia».

«Smorziamo i toni», il più cauto commento di Andrea Zappia, vice direttore dei canali sport di Sky. Ultime dall’Osservatorio: negata ai tifosi della Roma la trasferta a Napoli. Anche Massimo Moratti sull’argomento: «Credo che la cosa migliore sia la pazienza e la crescita di questa classe arbitrale. Interviste agli arbitri a fine gara? Innescherebbero nuove polemiche».