La minaccia Br calpesta il ricordo di Guido Rossa

(...) a mano con un normografo. D’altra parte, qualcuno potrebbe obiettare, anche chi firma la rivendicazione è all’«esordio». Il «Gruppo 24 gennaio 1979» non era mai comparso. Nessuna cellula di vecchie o nuove Brigate Rosse aveva mai scelto la data dell’uccisione di Guido Rossa come nome. Un richiamo anche genovese, per un testo a carattere nazionale. «Il giorno lunedì 12 febbraio 2007 - riporta il comunicato - gruppi della polizia Digos delle principali città dell'Italia settentrionale hanno compiuto un'irruzione sobillata dagli ambienti padronali capitalisti e borghesi nei confronti delle nostre cellule affiliate. L'azione non ha prodotto alcun significato concreto poiché la bandiera caduta è già stata prontamente da noi recuperata, per la lotta e l'emancipazione proletaria dalla borghesia sionista ed imperialistà».
Frasi che ricordano i proclami dantan. Anche perché chi ha scritto il volantino mostra il dono della sintesi. I vecchi e nuovi terroristi, finora, comunicavano con tre-quattro cartelle di manifesto programmatico. E poi, soprattutto, non indicavano mai il loro prossimo bersaglio, neppure dando suggerimento sul luogo dell’azione. «L'azione illegale della polizia borghese produrrà come unico risultato l'intensificarsi della nostra azione concreta nella città di Genova - si legge invece sul volantino -. Colpiremo chiunque imbrigli con catene la libertà del pensiero proletario, la riscossa sociale e l'intenzione di giungere al socialismo come unico mezzo di ribaltamento del sistema». Gli stessi inquirenti sono scettici sul valore della rivendicazione. Ma a Genova, parlando di Br, vale sempre la pena non lasciare nulla al caso.