La minaccia di Caruso sui Cpt: «Basta o sarà disobbedienza»

L’onorevole Francesco Caruso, neo deputato di Rifondazione comunista e leader storico dei no global minaccia: «Chiudiamo i centri di permanenza temporanea o sarà disobbedienza». Sei mesi per ispezionare i cpt, in modo da arrivare al loro superamento, come peraltro prevede la commissione pensata dal Viminale, sono «un tempo troppo lungo» per Francesco Caruso. Il quale ha compiuto una visita in qualità di parlamentare al centro di permanenza temporanea per immigrati di Lamezia Terme. «Anche sei mesi sono troppi», ha precisato Caruso, che è tornato a ribadire la necessità di «chiudere immediatamente i cpt, altrimenti si dovranno attuare forme simboliche di disobbedienza, legittime e quanto mai necessarie, come il boicottaggio attivo, azioni simboliche dal basso per chiamare ad una mobilitazione contro i cpt». «Al centro di Lamezia Terme - ha raccontato Caruso - diversi immigrati sono in sciopero della fame da una decina di giorni: chiedono il rimpatrio immediato pur di non continuare a vivere in quello che si può definire un vero e proprio lager». Decisamente in rotta di collisione il suo collega di partito al Senato Russo Spena: «Mi sembra positiva la costituzione di una Commissione per ispezionare i Centri di permanenza temporanea composta da esperti del Viminale e da rappresentanti delle associazioni - ha commentato il presidente del gruppo Prc al Senato - positiva anche la guida dal rappresentante del segretario generale dell'Onu. È importante - ha sottolineato il rifondarolo - ed è un passo avanti il contributo richiesto ad associazioni che da anni si oppongono ai Cpt in quanto strutture di reclusione. A questa commissione però - avverte Russo Spena - dobbiamo tutti contribuire a dare autorevolezza e decisionalità».