Una minaccia dai Tropici letale per i pesci

È un organismo unicellulare che cresce vicino alle fogne

da Genova

Appartiene alla famiglia delle Dinoficee, si chiama «ostreopsis ovata» ed è un'alga di origine tropicale. Si tratta di un organismo unicellulare, ce ne sono milioni in un litro di acqua, ama le temperature elevate e la luce. Si sviluppa nei primi metri d'acqua dalla riva producendo il fenomeno di «bloom algale», una fioritura abbondante che è tossica per l'uomo. Si nutre di sali di azoto e fosforo. L'eccessiva concentrazione di questi elementi, dovuti in gran parte agli scarichi fognari, è una delle condizioni necessarie per la diffusione della specie. Poi ci vuole l'alta pressione atmosferica, mare calmo, luminosità prolungata. Come è successo a Genova domenica. La «ostreopsis ovata» trova il suo humus anche vicino agli impianti di depurazione. Il mare ligure è povero di azoto e fosforo e attualmente nella zona di Genova c'è una condizione anomala. I depuratori cittadini, come ha spiegato l'assessore alle politiche ambientali Dallorto, sono sprovvisti della cosiddetta fase terziaria che permette l'abbattimento di queste sostanze. «Attenzione - spiega l'amministratore - le acque che vengono scaricate in mare non sono sporche, ma soltanto ricche di azoto e fosforo che solitamente scarseggiano e che di per sé non sono inquinanti». Il genere delle ostreopsis si compone di varie specie: siamensis, heptagona, lenticularis, mascarenensis. Tutte producono tossine responsabili principalmente del ciguatera, una neurointossicazione che colpisce l'uomo. La tossina, tuttavia, agisce anche contro i pesci e gli invertebrati provocandone la morte. Occorre quindi fare molta attenzione al cibo che si mangia perché se si ingeriscono organismi a loro volta intossicati, sia cotti che crudi, si può avere nell'uomo uno stato morboso acuto, con i sintomi riscontrati sui ricoverati a Genova. Occorre ricordare che le tossine, per la loro natura termostabile, non vengono distrutte dalla cottura del cibo.
La presenza delle alghe tropicali è accertata dal 1989, da quando i casi di fioritura hanno cominciato ad interessare i mari dell'alto Adriatico e hanno continuato ad essere segnalati nel resto del Mediterraneo. Il fenomeno è regolarmente monitorato dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente come disposto dal disegno di legge 530/92. I risultati non sono confortanti: nell'alto Adriatico la fioritura di queste alghe tossiche di ripresenta puntualmente ogni anno e nello stesso periodo.