Minaccia dei pasdaran "Missili contro Tel Aviv se siamo attaccati"

Il generale Zolnoor, rappresentante di Khamenei nel vertice dei Guardiani della rivoluzione, mostra i muscoli. Manovre militari iraniane, Il leader dell'opposizione Mussavi: andremo avnti a ogni costo

"Se i nemici attaccano l'Iran, i nostri missili bombarderanno Tel Aviv": la minaccia arriva dal generale Mojhtaba Zolnoor, rappresentante della Guida Suprema, Ali Khamenei, all'interno dei pasdaran. Lo riferisce l'agenzia Ilna. Stamani, le forze militari iraniane hanno avviato una imponente esercitazione della durata di cinque giorni, allo scopo di testare le capacità difensive della Repubblica islamica, soprattutto in caso di un attacco contro le installazioni nucleari del Paese. Zolnour, ha aggiunto che le nazioni ostili devono "tenere a mente" che le capacità militari iraniane hanno fatto molti passi in avanti, grazie agli sforzi degli esperti di Teheran.

Mussavi: l'opposizione non si ferma Mir Hossein Mussavi, uno dei leader dell'opposizione iraniana, ha affermato che il suo movimento continuerà a contrastare il governo del presidente Mahmud Ahmadinejad anche ad ogni costo e quindi anche a rischio della vita. "Questo movimento continuerà e siamo pronti a pagare qualsiasi prezzo", ha dichiarato Mussavi secondo quanto riporta il sito riformista Kaleme. "Il governo - ha dichiarato ancora l'ex candidato moderato alle presidenziali - non dovrebbe intimidire la gente al fine di sviarla dal proprio cammino". L'esecutivo di Teheran anzi dovrebbe cambiare la propria politica.

Un ex presidente condannato a 6 anni Un ex-vicepresidente iraniano, il riformista Mohammad Ali Abtahi, è stato condannato a sei anni di carcere in relazione alle proteste seguite alla rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo scrive il quotidiano Jahan-e Eqtesad precisando che Abtahi è stato informato ufficialmente della sentenza ieri. Abtahi, vice durante la presidenza di Mohammad Khatami (1997-2005), è uno delle decine di esponenti moderati messi agli arresti dopo le elezioni di giugno con l'accusa di fomentare la protesta di piazza. Il religioso sarebbe l'esponente di maggior spicco a finire in carcere nella repressione dei moti iraniani.