Minaccia due donne, un bimbo e ferisce carabiniere. Ucciso

Antonio Tropeano, 28 anni, si era asserragliato con gli ostaggio in un residence e ha aggredito i militari sferrando due fendenti. Il carabiniere ferito gli ha sparato. L'uomo era stato arrestato per l'aggressione a una studentessa nel 2006 e scarcerato il 27 luglio scorso

da San Ferdinando (Reggio Calabria)

Un uomo è stato ucciso nella tarda serata di ieri a San Ferdinando, nel reggino, da un carabiniere. L' uomo, secondo quanto emerso, si era asserragliato nell'appartamento di un residence tenendo in ostaggio sotto la minaccia di un coltello due donne e un bambino. Quando sono arrivati i militari ha dato in escandescenze e con il coltello avrebbe colpito il carabiniere che ha sparato un colpo con la pistola d'ordinanza uccidendo l'aggressore. Il militare ferito è stato portato in ospedale.
Secondo la ricostruzione fatta dai militari del comando provinciale di Reggio Calabria, Antonio Tropeano, 28 anni, avrebbe in un primo momento sbattuto la porta in faccia ai due carabinieri poi li avrebbe aggrediti riuscendo a sferrare due colpi:un primo ha strappato la camicia di uno dei carabinieri all'altezza dell'emitorace mentre il secondo fendente ha colpito il militare alla coscia destra. E' stato a questo punto che il carabiniere ha estratto la pistola di ordinanza sparando due colpi uno dei quali ha raggiunto l'aggressore. L'uomo, malgrado la ferita, è riuscito a spintonare nuovamente i due militari provocando delle lesioni anche all'altro carabiniere dopodiché è morto.

Ferì una ragazza, scarcerato il 27 luglio Antonio Tropeano era stato scarcerato lo scorso 27 luglio, dopo essere stato arrestato per il ferimento di una ragazza avvenuto il giorno di Natale del 2006. Tropeano era stato arrestato dalla squadra mobile della Questura di Vibo Valentia per sequestro di persona e violenze lo scorso 20 gennaio in relazione al ferimento sempre con un coltello di una studentessa universitaria avvenuto il giorno di Natale del 2006. La scarcerazione di Tropeano era stata disposta dal Gup del Tribunale di Vibo Valentia lo scorso 27 luglio dopo che erano cadute le accuse più gravi nei suoi confronti. Per il giovane noto in paese come "u malandrinu" (il malandrino) era stato disposto però il divieto di soggiorno a Tropea.