Minaccia di suicidarsi per non perdere la casa

Era rientrato nell’alloggio distrutto da un incendio. La polizia riesce a bloccarlo

Il suo alloggio, in uno stabile dell’Aler a Nosedo, era andato a fuoco la settimana scorsa, ma lui per paura di perderlo era tornato a occuparlo. E quando ha visto i tecnici dell'impresa, inviati per rimettere l’alloggio in sesto, li ha affrontati brandendo un coltello. Poi, all’arrivo della polizia ha minacciato di buttarsi dalla finestra. Alla fine è stato calmato e portato in ospedale dove è stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio.
Protagonista della sceneggiata un marocchino di 40 anni, Mahmoud J., che occupava regolarmene l’alloggio al quinto piano di piazzale Gabrio Rosa 9 dal 1995, anche se è un po’ in arretrato con la pigione: l’Aler sembra avanzi circa 11mila euro. Con lui abita anche la convivente di 29 anni e la loro figlioletta di 5. O meglio vivevano, perché il 3 gennaio l’appartamento va a fuoco, i tre infatti escono ma si dimenticano una candela accessa. Arrivano i pompieri, la polizia, il 118 e le fiamme vengono spente anche se nel corso delle operazioni un pompiere rimane leggermente ferito al volto.
L’alloggio è pressoché inagibile quindi viene sprangato e gli inquilini invitati a trovare un’altra sistemazione. Dopo qualche giorno l’Aler invia un’impresa per ripristinare l’appartamento, ma gli operai trovano l’uscio sprangato dall’interno. Chiamano i vigili del fuoco che sfondano la porta e dentro ci trovano il marocchino. L’uomo infatti era rientrato dal tetto non si sa quando e, per paura di perdere la casa, si era poi barricato dentro. Di fronte a pompieri e muratori inizia una sceneggiata brandendo un coltellaccio da cucina e minacciando di fare una strage. Viene chiamato il 113 e arrivano i poliziotti. Ma questo non placa il maghrebino che si punta la lama alla gola, poi scavalca la finestra e si mette sul cornicione minacciando di saltare.
Gli agenti sono però vecchi del mestiere e un po’ alla volta riescono a calmarlo, prima riescono a farsi consegnare il coltello poi a rientrare e alla fine lo portano in questura. Qui gli accertamenti consentono di verificare come il permesso di soggiorno sia scaduto, quindi l’uomo risulta irregolare. Il marocchino è ancora piuttosto agitato quindi viene firmato un «Tso» e ricoverato per un paio di settimane in ospedale.