Minacciata di morte dagli islamici la nuova star dell’arte inglese

Sarah Maple ha 23 anni, è di origine musulmana, ed è considerata uno
degli migliori talenti del Paese. Gli estremisti hanno attaccato la
galleria dove esponeva e dicono di “volere la sua morte”. <a href="/fotogallery.pic1?gallery=817"><strong>Guarda la fotogallery</strong></a>

Londra – I critici d’arte l’hanno definita “la nuova star” inglese, “una delle artiste di maggior talento degli ultimi anni”. La Cnn ha in programma per la prossima settimana un servizio tutto dedicato alle sue opere e alla sua storia, che rilancerà a livello internazionale. In poco tempo Sarah Maple, 23 anni, è finita sotto i riflettori. Ma non è solo la sua arte, dipinti e fotografie, ad essere oggetto di attenzioni particolari. Sarah ora è sotto protezione della polizia inglese. Perché i suoi lavori, ispirati all’esperienza personale di giovane inglese di origine musulmana, hanno scatenato le ire degli estremisti islamici. Sarah ha ricevuto minacce di morte e qualche giorno fa la SaLon Gallery di Londra, dove erano esposte le sue opere, è stato oggetto di un attacco selvaggio. Finestre e porte frantumate: un vero e proprio atto intimidatorio. “Un furgoncino si è fermato in piena notte di fronte alla galleria – racconta al Giornale.it il direttore Samir Ceric – e un signore camuffato ha colpito la vetrina danneggiandola in vari punti”.

Arte nel mirino
Non ci sono dubbi sull’origine del gesto. Sono le opere di Sarah che evidentemente non piacciono a una parte della comunità islamica. Un autoritratto la raffigura con addosso il velo e un maiale in braccio. Un autoscatto la immortala con in mano un cartello e lo slogan: “Vorrei avere un pene”. Troppo provocatorie le opere di Sarah, insomma. “Ancora prima che la mostra cominciasse – ci spiega Ceric – alcuni individui e organizzazioni ci hanno chiesto espressamente che certe opere non venissero esposte ‘per evitare violenze e proteste’. Ovviamente riteniamo che non possa esserci censura per un’artista del calibro di Sarah, tra l’altro vincitrice del prestigioso “4 New Sensations” della Saatchi Gallery di Londra”.

“Credo nelle mie opere” Sarah l’abbiamo raggiunta al telefono, ad un numero riservato sotto il controllo delle forze di polizia. “Quando ho saputo dell’attacco e delle minacce sono rimasta scioccata. Ma non ho paura. Credo che qualcuno abbia usato i miei lavori come un pretesto per fare una battaglia politica. Ammetto che c’è una parte della comunità islamica troppo suscettibile. A me piace usare un po’ di humour. Puoi farlo con la cristianità, è diventato difficile farlo con l’islam”, ci dice. A proposito dell’autoritratto col maiale in braccio spiega: “Volevo distinguere tra religione e cultura. Spesso si fa confusione. Gli animali di per sé non sono offensivi. Io ho voluto usarli per dimostrare che le contaminazioni culturali sono possibili e che la religione è un’altra cosa”. In uno dei suoi scatti Sarah si è immortalata con addosso una t-shirt che recita “I love Jihad”: “L’ho fatto perché anche su questa parola ci sono fraintendimenti. Gli estremisti si sono appropriati di un termine che non è affatto carico di odio, ma che indica semmai una battaglia positiva. La mia era una provocazione proprio contro gli estremismi”. Il prossimo anno Sarah esporrà a New York. Una giovane ventitreenne in piena ascesa. (14 novembre 2008)