Minacciato di morte l'arbitro di Chelsea-Barcellona

Il norvegese Ovrebo ha lasciato la Gran Bretagna, sotto scorta dopo gli errori nella semifinale di Champions League. Squadra e tifosi pensano al complotto. La società esprime condanna.«Ma non ci sono prove che dimostrino il coinvolgimento dei nostri tifosi»

Tom Henning Ovrebo, il disastroso arbitro della semifinale di ritorno di Champions League, Chelsea-Barcellona, ha lasciato sotto scorta la Gran Bretagna, dopo aver ricevuto minacce di morte. Lo rivela la stampa britannica. Il fischietto norvegese ha fatto saltare i nervi ai giocatori del Chelsea, ai tifosi e a Hiddink, dopo alcuni errori di valutazione che hanno instradato la partita e permesso al Barcellona di andare alla finale di Roma.
Ovrebo è famoso per la sua incapacità, che ha già procurato danni anche alla nazionale italiana e all'Inter, tanto per stare nei dintorni di casa nostra. Ma stavolta ha instillato il dubbio, che Hiddink ha tradotto in accuse, di aver voluto favorire una finale non totalmente inglese, come l'anno passato. Dubbio anche plausibile, visti gli errori e un certo vento che spirava all'Uefa dopo alcune affermazioni di Platini. L'Uefa ha giudicato severamente l'operato dell'arbitro, accusandolo di due errori decisivi: l'espulsione di Abidal e il rigore non concesso al Chelsea per fallo di mano di Piquè in area. Probabilmente potevano venir contestati altri errori, almeno un secondo rigore negato agli inglesi.
Dopo le minacce, le autorità di polizia inglese hanno disposto l'immediato cambio di albergo in cui alloggiava l'arbitro, per ragioni di sicurezza. Le autorità di Oslo stanno passando al setaccio alcuni commenti apparsi su internet. «A causa degli eventi seguiti alla partita, la Uefa mi ha chiesto di non parlare», si è limitato a dire Ovrebo al quotidiano norvegese Aftenposten. Le minacce subite dall'arbitro sono state condannate dal Chelsea in un comunicato sul sito ufficiale. «Il Chelsea intende esprimere la ferma condanna verso ogni minaccia rivolta a giocatori, arbitri o tifosi», si legge sul sito dei Blues.
«Se dimostrato con prove evidenti, il Chelsea assumerà le più dure misure contro qualsiasi abbonato coinvolto. Il Chelsea è molto dispiaciuto per quanto accaduto mercoledì sera, ma -aggiunge- per il momento non ci sono prove che dimostrino il coinvolgimento di suoi tifosi».