La Minaccioni «filosofeggia» con Levi e Belli

«Quanno che la notte non c’è sole, contentamose allora de la luna». Con la dolcezza delle parole di Gioacchino Belli si conclude Che motivo c’è, l’«incredibile dialogo fra voce e orchestra» di Marcello Teodonio e Paola Minaccioni, che ha debuttato ieri alla Cometa Off nell’ambito della rassegna di drammaturgia contemporanea e nuovi linguaggi ET - Expo Teatro. «Lo spettacolo nasce dal desiderio di rispondere con la musica e le parole a una domanda - spiega la Minaccioni, dal 25 marzo di nuovo su Italia 1 con la Gialappa’s in Mai dire martedì -, cioè quella posta da Mauro Marè, notaio e poeta erede di Belli: che motivo c’è, di correre e inseguire tante cose? Con Teodonio, tra i più grandi esperti della poetica belliana, e il musicista Pino Cangialosi, abbiamo provato a cercare la risposta frugando tra i testi degli autori per noi più significativi, da Sarah Kane a Rodrigo Garcia, da Achille Campanile a Primo Levi passando per Shakespeare, senza dimenticare naturalmente Belli». Ne esce una rappresentazione che è lettura musicata ma non recital, ensemble che si esibisce dal vivo ma non concerto, per riflettere su chi vive nelle metropoli di oggi, sull’uomo che, per dirla con Marè, «nun sa indo’ va, però cce va dde prescia». Ci sarà anche spazio per un autore russo passato alla storia come scrittore per bambini, Daniil Charms, i cui racconti brevi sono perle dell'assurdo". Infine, dopo un alternarsi di momenti toccanti e di grande ironia, lo spettacolo si concluderà all'insegna del sogno e della fiaba. "La conclusione coinciderà con un esempio straordinario di teatro comico, la favola intitolata La torta, nella trascrizione di Zanazzo. Lo spettatore uscirà senza risposte ma con più curiosità e voglia di conoscere “le cose der monno”».