An, Minasso riconfermato tra le polemiche

Uno parla di «esito inequivocabilmente vittorioso», gli altri di «assemblea che sancisce una forte e qualificata opposizione interna». Da una parte l’onorevole di An Eugenio Minasso appena riconfermato coordinatore regionale dal congresso che si è tenuto domenica scorsa alla presenza del capogruppo in Senato Altero Matteoli; dall’altra il senatore Giorgio Bornacin, il capogruppo in Regione Gianni Plinio e il vice presidente del consiglio comunale di La Spezia Giacomo Gatti che hanno candidato Gianni Bernabò Brea a coordinatore regionale del partito. Alla fine con il 77 per cento dei voti, Eugenio Minasso è stato eletto dai delegati delle federazioni liguri, mentre il suo rivale ha raccolto il 22 per cento dei consensi. In mezzo ci sono le polemiche e le diatribe che squassano da tempo Alleanza nazionale. Con Minasso a ribadire «il suo impegno per ricompattare i due gruppi di An anche in considerazione del fatto che le tematiche delle relazioni dei due candidati non presentavano contrapposizioni di rilievo». E tutti gli altri a rispondere: «Gravi sono le responsabilità dell’attuale dirigenza che ha respinto la nostra proposta di ricomposizione unitaria del partito, dimostrando una sconsiderata volontà di divisione e di chiusura». Basta così? Non basta no perchè Minasso sottolinea come dal coordinamento regionale esca consolidata «la sua leadership che potrà contare, oltre che sui suoi 6 membri eletti, sui 5 presidenti provinciali e su altri due membri di diritto, e sui 7 da lui nominati.In tutto fanno 21 a 3. Quindi io rappresento l’88 per cento del partito e non solo il 77». E gli altri di rimando: «A fronte di un listone Minasso cementato pressochè esclusivamente dalla lottizazione del piccolo potere interno, noi abbiamo preferito una coraggiosa linea di chiarezza finalizzata alla riaffermazione del ruolo di An quale forza politica di una destra moderna, ma non subalterna di alcuno all’interno della Casa delle libertà». Ma Minasso assicura «l’impegno a coinvolgere tutti anche se, numeri alla mano, non ne avrei bisogno». Mentre Plinio, Bornacin e Gatti, firmatari di un documento congiunto con Muzio, Parodi, Manucci, Spinaci, Anselmi, Barbagallo e Bernabò Brea apprezzano «l’attenzione manifestata dal presidente Matteoli nei confronti della nostra posizione politica e la sua volontà ad operare per realizzare una sostanziale unità del partito».