Mineo, sette indagati per omicidio colposo

Indagati il sindaco, quattro assessori, il responsabile dell'ufficio tecnico e il proprietrario della Carfì. Il procuratore: &quot;Gli operai non indossavano la mascherina&quot;. Il ministro del Lavoro <strong><a href="/a.pic1?ID=268484" target="_blank">convoca le parti sociali</a></strong>. Allarme Ue: <strong><a href="/a.pic1?ID=268504">una morte bianca ogni tre minuti e mezzo</a></strong>

Catania - Sono sette gli indagati nella'inchiesta sulla morte dei sei operai nel depuratore comunale di Mineo. La loro iscrizione è stata eseguita dal procuratore capo della repubblica Onofrio Lo Re ed è stato definito "un atto dovuto per il legale svolgimento dell’inchiesta". Il reato ipotizzato è concorso in omicidio plurimo. Gli indagati sono il sindaco Giuseppe Castania, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Marcello Zampino, quattro assessori: Antonino Catalano, Giuseppe Mirata, Giovanni Amato e Giuseppe Virzì e il legale rappresentante dell’azienda privata, Sebastiano Carfì.

Domani le autopsie Potrebbero essere effettuate domani pomeriggio le autopsie sui corpi dei sei operai morti a Mineo. Il depuratore comunale è già stato posto sotto sequestro dalla procura di Caltagirone che ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Vista l’irripetibilità dell’esame necroscopico, il procuratore di Caltagirone ha notificato gli avvisi di garanzia, dopo aver proceduto all’iscrizione degli eventuali nomi, per consentire agli indagati di indicare un proprio consulente di parte per assistere all’autopsia che sarà eseguita dalla dottoressa Maria Francesca Berlich.

Mascherine Il procuratore di Caltagirone, Onofrio Lo Re, ha sottolineato come una delle vittime fosse il responsabile del comune di Mineo per la sicurezza nell’impianto e che nessuno dei sei sfortunati operai indossava l’abbigliamento previsto dalle norme per svolgere quel tipo di attività. "I 6 operai morti ieri non indossavano né mascherine né respiratori, ma non sappiamo se fossero necessarie - ha spiegato Lo Re -. E' ancora presto per fare delle ipotesi sulla esatta dinamica dell’accaduto, ma tutto sarà chiarito dall’autopsia e dagli accertamenti tecnici che ho predisposto". Lo Re ha confermato che gli operai erano impegnati nella manutenzione "del tubo di collegamento tra una vasca di decantazione e quella che conteneva i fanghi".

Lutto Il paese è a lutto per la morte dei dipendenti del comune di Mineo, Giuseppe Zaccaria, padre di un bambino, Natale Giovanni Sofia, 37 anni, con due figli, Giuseppe Palumbo, 57 anni, con due figli, Salvatore Pulici, 37 anni, con due figli uno di 11 anni e una bimba di pochi mesi, e degli operai della ditta di spurgo ragusana "Carfì", Salvatore Tumino, 47 anni, di Ragusa, con due figli, e Salvatore Smecca, 47 anni, originario di Gela residente a Marina di Ragusa, con due figli di 10 e 19 anni. Quest’ultimo, ha sottolineato il procuratore, risulta assunto "ieri o l’altro ieri". Una "coincidenza" sulla quale si sta indagando.

Ipotesi L’ipotesi più probabile è che gli operai siano morti a causa della scarsità di ossigeno della vasca del depuratore in cui lavoravano e della presenza di esalazioni nocive che si sono sviluppate dai fanghi neri. Nel depuratore della strage continua il mesto pellegrinaggio di persone che arrivano davanti al cancello, parlano sottovoce e con gli occhi lucidi vanno via. Un anonimo ha poggiato delle margherite bianche davanti al cancello con un foglio in cui è scritto: "Questa assurda tragedia dei nostri cittadini non rimanga vana".