Minerale gratis nei parchi: in estate anche all’Idroscalo

Liscia, gassata, a temperatura ambiente oppure refrigerata. Ma soprattutto gratis e a portata di fontanella. In alcuni comuni dell'hinterland milanese - ed entro l'estate anche all'Idroscalo - l'acqua si beve proprio così: andando a prenderla direttamente alle cosiddette «Case dell'acqua», impianti di produzione e distribuzione gratuita in parchi e giardini. L'idea è venuta a Tiziano Butturini, presidente della Tasm, società a partecipazione pubblica della Provincia di Milano e di 24 comuni dell'hinterland, che nel 2007 ha deciso di offrire ai cittadini un servizio in più. «Il motivo per cui la gente compra l'acqua in bottiglia è perché la vuole frizzante - spiega Butturini - e noi li abbiamo accontentati. E poi perché non permettere agli abitanti di usufruire di un bene pubblico a costo zero?». Detto fatto: in un anno le Case dell'acqua si sono moltiplicate in sette comuni, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Vizzolo Predabissi, San Donato Milanese, Corsico e Pieve Emanuele.
Trenta metri quadrati circa di edificio, con una parte chiusa per le apparecchiature e un patio esterno protetto da un portico dove ci sono gli erogatori. Tre rubinetti: uno per l'acqua naturale, per quella gassata e gassata refrigerata con servizio attivo dalla mattina alla sera e musica in sottofondo. «Ne apriremo una anche a Zibido San Giacomo e due all'Idroscalo - continua il presidente della Tasm -. Abbiamo fatto una convenzione con la Provincia e tra poco inizieranno i lavori». Con grande gioia dei cittadini (500 l'affluenza media giornaliera a ogni fontana) e altrettanto malcontento da parte dei commercianti, che in un anno hanno registrato un netto crollo delle vendite di acque minerali. «Abbiamo calcolato che il risparmio annuo a famiglia è di circa 300 euro. Ogni giorno eroghiamo circa 19mila litri d'acqua e questo su base annua evita il consumo di 4 milioni di bottiglie di plastica». Senza contare - aggiunge Butturini - che la qualità dell'acqua è migliore rispetto a quella di casa, perché salta il passaggio delle condutture condominiali, spesso fonte di contaminazioni.
«Ci sono controlli periodici fatti in convenzione con società pubbliche ed altrettanti interventi di sanificazione degli ambienti e degli erogatori». Per il futuro, il presidente della Tasm vorrebbe presentare gli impianti anche all'Expo di Saragozza. «Siamo i capofila in Italia e credo che nessun all'estero abbia strutture simili». Intanto ha già preso contatti con la Toscana, la Valle d'Aosta, il Veneto e il prossimo 7 giugno sarà a Milano con una Casa dell'acqua da far provare ai cittadini. La Tasm ha già fatto la sua offerta alla Mm, ma loro si sono mostrati molto prudenti. E per quanto l'assessore Edoardo Croci si sia detto interessato, non ci sono al momento segnali concreti di voler procedere. «Sarebbe di grande impatto metterle anche a Milano - conclude Butturini -. Ne deriverebbero vantaggi economici, di riduzioni dei rifiuti e ambientali».