Minguzzi: «Basta foto non ci sono abituato»

La sua vita non è cambiata di un millimetro, esclusa la pressione dei giornalisti, che sopporta con malcelato fastidio. Andrea Minguzzi non diventerà mai un personaggio, è proprio lui a non volerlo. Due settimane fa vinceva l’oro olimpico nella lotta grecoromana, è uscito dalla routine per poche ore. «La prossima settimana - racconta - finalmente vado in vacanza: in Spagna, fra Barcellona e le Canarie, con un amico. Sono stressato, non sono abituato a essere sotto i riflettori, tra fotografie e interviste televisive. È successo tutto in una volta, non ho ancora avuto il tempo di rilassarmi».
Magari l’oro olimpico le porterà una fidanzata?
«In effetti sono single, storie serie ne ho avute poche. Potrebbe capitare, anche con un’atleta, però non mi piace parlare della mia vita privata».
Restiamo a quella pubblica, lei è un romagnolo che vive nel Lazio.
«Sono nato e ho ancora la famiglia a Imola. Mia madre Celestina è casalinga, papà ha una ferramenta. Sono poliziotto (stipendio da 1300 euro, ndr), da quattro anni sono nelle Fiamme Oro, in licenza, con la squadra sportiva. Il mio lavoro è proprio la lotta, tra il Flaminio e il centro olimpico federale di Ostia. Il calcio? Piacerebbe anche a me essere miliardario, come i campioni, però se poi non posso più vivere perché tutti mi stanno addosso è meglio di no».
Ha appena 26 anni, anagraficamente può imitare Vincenzo Maenza, che conquistò tre medaglie (due ori) in tre Olimpiadi.
«A Londra 2012 ci sarò di sicuro, 4 anni dopo si vedrà, bisogna vedere se rimango in vita... Vincenzino è stato mio allenatore, a Faenza, e fra i primi a complimentarsi. Ho sempre ammirato Pino Maddaloni, il campione di judo di Sydney, anche se di un’altra disciplina».
Quell’armeno naturalizzato svedese, Ara Abrahamian, ha rifiutato la medaglia per protesta, il Tas però gli ha dato ragione.
«Tutti i giudici l’hanno punito per una scorrettezza nella presa, a norma di regolamento ci sta, a volte non viene vista. Avrebbe dovuto prenderla con maggiore sportività».
La sua storia somiglia a quella di Igor Cassina: oro all’Olimpiade senza avere mai vinto grandi competizioni internazionali. Il ginnasta neanche dopo, per la verità.
«Non ho avuto il tempo di pensarci. È stata faticosissima la preparazione, era la mia seconda Olimpiade, in Grecia uscii al primo combattimento. Stavolta sono stato meticoloso, so che confermarsi al vertice è difficilissimo, proprio Maenza e Valentina Vezzali dimostrano che è possibile».
Aldo Montano dopo il titolo di Atene è diventato un personaggio tv, con fidanzate importanti.
«Amo il mio sport e basta. Non sono uno da palcoscenico, voglio restare nell’anominato. Eventualmente andrei in televisione solo per fare propaganda alla mia disciplina. Il buffone non è il mio mestiere, preferisco allenarmi: tutti i giorni escluso la domenica; alle 7, alle 10,30 e alle 17. Il problema è anche trovare gli sparring partner, abitualmente mi confronto con 1-2 ragazzi, sennò andiamo all’estero. Sto già programmando la prossima stagione: magari salto Europei, dove ho già vinto due bronzi, forse faccio i Giochi del Mediterraneo, a Pescara, e poi punto molto sul Mondiale».