Mini-auto e mini-consumi In vetrina piccole di charme

City-car e micro-suv protagonisti negli stand

da Parigi

Nei suoi 110 anni di storia, il Salone Internazionale dell’auto di Parigi ha conosciuto momenti più felici. La tensione che si percepisce fra gli stand alla Porte de Versailles, dove la rassegna sarà aperta al pubblico da domani fino al 19 ottobre, ricorda quella delle grandi crisi petrolifere degli Anni Settanta e Ottanta. «Downsizing» è la parola d’ordine adottata dai costruttori per definire il processo di trasformazione che l’industria automobilistica sta vivendo: calano le dimensioni, diminuiscono le cilindrate senza perdere cavalli, scendono consumi ed emissioni di anidride carbonica. Si moltiplicano city-car, minisuv e versioni ecologiche di modelli attuali, ma non sono ancora pronte per la strada le tante declinazioni dell’alimentazione ibrida, e ancora più lontane le auto elettriche come l’interessante concept frutto della collaborazione fra Pininfarina e Bollorè prevista per il 2010. A mitigare il senso di responsabilità oggi richiesto in dosi massicce agli automobilisti ci sono per fortuna i designer, capaci di suscitare emozioni anche con le small car sempre più numerose, come la Toyota iQ, la Nissan Pixo, la Mazda Kiyora, la Ford Ka, prodotta in Polonia insieme alla Fiat 500, e la concept Audi A1, una riuscitissima A3 Sportback in scala ridotta. Sono nati per intrigare i monovolume compatti Citroen C3 e Kia Soul: piaceranno agli italiani. Importanti novità dei costruttori di casa sono la Renault New Mégane, che rompe completamente col passato, e la concept Prologue di Peugeot, anticipatrice di un prossimo Crossover 3008. Il Gruppo Fiat schiera invece le versioni ecologiche Pur-O2 per 500, Bravo e Croma, e lascia alla Ferrari il compito di far sognare i visitatori con la stupenda California. All’insegna del made in Italy è un altro sogno, la Lamborghini Estoque. Chiude la parata la prima mondiale della sesta generazione di un mito: la nuova Volkswagen Golf.