Un mini-festival per Bob Marley

Robert Nesta Marley, in arte Bob Marley, è nato in Giamaica il 6 febbraio del 1945. Era un bambino tranquillo, giocava a calcio nelle strade di Nine Miles e non immaginava che un giorno avrebbe rivoluzionato il mondo della musica. Aveva 15 anni quando incise con il suo amico coetaneo Jimmy Cliff, il suo primo singolo (Judge Not), dove c’era già in nuce il ritmo reggae dei suoi futuri successi Jammin e One love. People get ready. Di lì fu un crescendo, formò gli Wailers, il gruppo storico che lo accompagnò per tutta la vita, fino all’11 maggio dell’81, quando morì stroncato da un cancro. Saranno proprio gli amici di Bob, i Wailers, ad aprire domani la tre giorni di tributo al padre del reggae moderno, a 25 anni dalla sua scomparsa, al Roma Rock Festival (10, 12, 13 luglio, Ippodromo delle Capannelle). Certo la formazione dei Wailers, che ha scritto la storia del reggae è cambiata. Negli anni ’60 c’era il trio Bob Marley-Peter Tosh-Bunny Livingston cui si unirono presto i mitici fratelli Barret. Oggi «l’architetto del reggae» Aston Barret, è l’unico «erede» del gruppo. L’attuale formazione vanta comunque grandi musicisti, come il sassofonista Glen Da Costa che ha suonato insieme a Barret e Marley dalla fine degli anni ’70. La voce dei Wailers invece, considerata la migliore rispetto a quelle successive a Bob, è Gary «Nesta» Pine. Lo spettacolo è assicurato, soprattutto perché i Wailers hanno un rapporto davvero speciale con l’Italia, vengono infatti ogni anno per esibirsi, davanti ad una platea di amanti del reggae di almeno tre generazioni (uno dei memorabili concerti di Bob è stato proprio quello al San Siro di Milano nell’80, aperto da Pino Daniele, con più di 90mila spettatori). Ovviamente i Wailers cercheranno di restituire al presente le passate glorie di Marley, offrendo un percorso all’interno del loro vasto repertorio, dove trovano posto l’interpretazione della struggente No woman no cry, l’ever green Get up stand up e War, il track a sfondo politico che ha fatto epoca. Mentre il 12 luglio si esibiranno i fortunati artisti della scena dancehall giamaicana Chaka Demus e Pliers (ad aprire il concerto quattro band esordienti), il 13 luglio sarà la volta di un’altra storica band degli anni ’70, gli Steel Pulse. I capofila del reggae britannico, che possono vantare di aver aperto numerosi concerti europei di Bob Marley, rappresentano oggi un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti della musica reggae. Anche gli Steel Pulse daranno spettacolo con i loro successi, tra cui Macka splaff, Prodigal son, Handsworth Revolution e Can’t Stand It (scritta per la colonna sonora del film di Spike Lee Fai la cosa giusta). \