Con Mini da Silverstone a Milano per festeggiare i 50 anni dell’icona

BragaContinuano ad accorciarsi i cicli di vita dei singoli modelli, una tendenza già registrata prima della crisi, ma che quest’ultima ha sicuramente accentuato. Succede così che Renault si trova a lanciare sul mercato, con il «porte aperte» del 6-7 giugno, la nuova Clio a quattro anni dal debutto della generazione precedente per adeguare la sua vettura più popolare alla new wave del design della casa francese inaugurato con la famiglia Mégane, un linguaggio stilistico meno trasgressivo di quello tipico di Patrick le Quément, da poco in pensione, ma sicuramente più efficace per raggiungere un maggior numero di utenti. Non ci si devono quindi attendere rivoluzioni tecniche dalla quarta serie della compatta francese che in quasi 20 anni di carriera è stata prodotta in 10 milioni di unità, conquistando per due volte, nel 1991 e nel 2005, il titolo di «Car of the Year», unico caso nella storia del massimo riconoscimento europeo.
Esteriormente la familiarità con Mégane risalta al primo sguardo, anche perché Clio (a tre e cinque porte) supera per la prima volta i 4 metri, mantenendo però intatta la carreggiata larga, che la fa apparire ben piantata sulla strada, e immutato il passo di 2,58 metri che assicura un abitacolo spazioso per il quale sono stati usati nuovi materiali.
Nonostante il muso dalla linea soft, la nuova Clio conserva il temperamento che ha caratterizzato tutte le precedenti versioni grazie a una serie di motori (Euro 4) scelti per coniugare al meglio sportività e comfort con un occhio di riguardo ai consumi, in linea con la strategia «eco2» di Renault. Al top c’è il turbodiesel 1.5 dci, Common rail, da 105 cv, l’unico proposto per le prime impressioni di guida sulle strade del Portogallo settentrionale, in gran parte dimenticate dal recente sviluppo del Paese. Sullo spunto e sulla ripresa del motore da 105 cv non avevamo dubbi, come sulla manovrabilità del cambio, ma ciò che ci ha positivamente sorpresi è stato il comfort assicurato dalle sospensioni. Restando sul gasolio, in alternativa al 105 cv vengono proposte altre due versioni dell’1.5 dci con potenze da 70 e 85 cavalli, quest’ultimo abbinabile anche al cambio robotizzato Quickshift. Tre sono le possibilità offerte dall’1.2, 16V a benzina da 75 cv: cambio manuale, Quickshift o bifuel a Gpl, la versione che potrebbe divenire un best-seller. Il rinnovamento di Clio ha poi permesso di ridisegnare i tre livelli di equipaggiamento (Confort, Dynamique e Luxe), coraggiosamente ricchi, con climatizzatore manuale, Esp e Asr di serie già sulle Confort ( prezzi da 12mila euro) e il nuovo navigatore satellitare Carminat Tom Tom integrato nella plancia proposto come standard sulle Dynamique (da 13.00 euro, 14.500 la bifuel). A completare l’offerta, fin dal lancio ci saranno anche i due piccoli «mostri» messi a punto da Renault Sport, la Rs, per l’uso stradale, e la Rs Light, per chi vuole scendere in pista, mosse entrambe dall’esuberante due litri 16V da 203 cv.