In miniera per cercare l’Oscar

Alessandra Miccinesi

Meglio la grintosa minatrice Josey (Charlize Theron, protagonista di North Country), schierata dalla parte delle lavoratrici e in aperta ribellione alle molestie sessuali dei colleghi maschi, o la colta transessuale Bree (Felicity Huffman, indiscussa star di Transamerica) che alla vigilia dell’atteso intervento chirurgico decide di incontrare il figlio ventenne che non sapeva d’aver generato? La battaglia delle statuine (sia la Theron che la Huffman sono candidate all’Oscar come migliori attrici) entra nel vivo questo weekend con l’uscita di film dai contenuti forti che pizzicano le corde emotive. A firmare la regia di North Country-Storia di Josey, classico film a tesi interpretato da Frances McDormand, Sissy Spacek, e Sean Bean, è Niki Caro. Mentre a occuparsi dello sviluppo narrativo di Transamerica è l’esordiente Duncan Tucker, bravo a illustrare una delicata storia d’invisibilità fisica e spirituale regalando emozioni senza pruderie. (Metropolitan, Mignon, e in originale al Nuovo Olimpia).
Trionfatore al Festival di Cannes 2005 Le tre sepolture è un prezioso gioiello nato dalla voglia di Tommy Lee Jones di raccontare, in un coacervo di stili e inquadrature, la difficile convivenza tra le popolazioni che vivono al confine tra il Texas e il Messico. Nel viaggio compiuto attraversando la linea che separa i gringos dai chicos - metafora del potenziale di armoniosa cooperazione tra Paesi allineati sullo stesso confine, divisi da un monte di dollari e di incomprensioni -, il cowboy Pete Perkins (Lee Jones) e il suo ostaggio in manette, il poliziotto di frontiera Mike Norton (l’ottimo Barry Pepper) reo di aver ucciso per una fatalità il clandestino Melquiades Estrada (Julio Cesar Cedilo) amico di Perkins, si trascinano dietro il corpo imbalsamato del messicano per restituirlo al ventre della sua terra (Andromeda, Tibur, Fiamma, Giulio Cesare, Greenwich, Trianon, Ugc Parco Leonardo).
Niente approvazione, ma solo denuncia. È diretto dal maestro Costa-Gavras, e co-producono i fratelli Dardenne, il dramma psicologico Cacciatore di teste dal romanzo The Ax di Donald Westlake. Thriller fantasociale ambientato nell’arida (e avida) società del benessere che punta l’indice contro l’individualismo sfrenato. Presentato al Festival di Taormina e interpretato da José Garcia, Karin Viard, Olivier Gourmet, il film racconta la scelta estrema di un dirigente di cartiera che dopo quindici anni viene licenziato: non riuscendo a trovare impieghi che gli consentano di mantenere status e famiglia, dopo tre anni l’uomo si trasforma in un giustiziere solitario che lotta contro i suoi fantasmi (Eden, Eurcine, Ugc Parco Leonardo).
Piccanti segreti e bugie metropolitane sono gli ingredienti di Prime regia di Ben Younger, commedia patinata con tocchi di humour ispirata a una stramba love story. Quando una psicanalista ebrea di Manhattan, moglie e madre tradizionalista (Meryl Streep), scopre che la paziente trentasettenne, bella, neo-divorziata e cattolica (Uma Thurman), ha una relazione con suo giovane figlio (Bryan Greenberg), scoppia un conflitto d’interesse deontologico-materno: i siparietti della Streep, terapista in crisi d’identità, valgono da soli il prezzo del biglietto.