Il minifestival in onore di Ronconi sorta di manifesto pre-elettorale

L’articolo di Enrico Groppali apparso sul Giornale di sabato 11 febbraio, sul «progetto kolossal» messo in scena a Torino, con i soldi di tutti noi, di sinistra, destra e centro per quel che valgono oggi tali distinguo, è, a parer mio, emblematico e da manuale. Riassuntivo, insomma, delle infinite discussioni che da anni ci portiamo dietro sulla presunta (sic!) egemonia della sinistra, anche e soprattutto nel corso di cinque anni di governo di centrodestra. A proposito Luca Ronconi non sta, felicemente creativo, seduto sulla poltrona del Piccolo di Milano?
Col suo progetto chiamato «Domani», ma rifilatoci proprio oggi in campagna elettorale, l’'ultimo demiurgo del teatro di regia ancora una volta erudisce il pupo sulle magnifiche sorti e progressive… dell’Unione. Non aggiungo altro, sarebbe malamente ripetitivo, a quanto dice con la consueta chiarezza il vostro bravo critico. Una sola, modesta proposta non per prevenire ma per rimediare, almeno parzialmente, all’accaduto.
Facendo uno strappo alla regola per la quale perfino gli editoriali vivono un solo giorno sarebbe utile rileggere l’articolo di Groppali in un box di prima pagina perché qualcuno, a sinistra, al centro, a destra e magari anche al Quirinale, si ricordi cosa intendono lor signori quando parlano di «par condicio».
Dario Vermi e-mail