Minimum fax Diario pubblico di un sognatore in-correggibile

Se uno fa l’editore non smette mai, nemmeno un istante, di esserlo, anche quando apparentemente pensa o fa dell’altro. Un editore è sempre un editore, soprattutto se è «piccolo». Come Marco Cassini, dal 1994 signore&padrone, insieme a Daniele di Gennaro, di una delle case editrici più intelligenti e originali della «nuova generazione»: la romana minimum fax. Trentotto anni, un sogno giovanile di diventare scrittore, un presente di editore «arrivato» seppure diverso da come si era immaginato all’inizio («Con il lavoro che ho scelto di fare, mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico con scrittori leggendari, illuminanti riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria... Avevo dimenticato che l’editore è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita Iva, obblighi fiscali e bilanci depositati»), Marco Cassini ha consegnato da poco la sua storia, la storia della sua casa editrice e in fondo anche il senso del suo mestiere, all’anomala (e divertente) autobiografia, scritta nell’attesa delle visite specialistiche per guarire da una rara malattia della pelle, intitolata Refusi. Diario di un editore inCorreggibile e pubblicata (elegantemente) da un altro editore, Laterza. Dentro c’è di tutto: il sogno iniziale, la realtà del lavoro, i progetti, le difficoltà (una su tutte: ricevere un manoscritto da un amico, o un parente, o il medico...), ma soprattutto ciò che distingue un grande editore - per il quale vendere libri e fare profitti è il fine ultimo della sua impresa - da uno «piccolo» - per il quale vendere libri e fare profitto è il mezzo necessario per fare andare avanti il suo sogno -.