Ministeri in città, Formigoni perplesso

Non si sono fatte attendere le reazioni anche nell’ambito del centrodestra alla proposta della Lega, ribadita ieri da Bossi, di portare a Milano due ministeri. E’ stato il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà, a rompere il ghiaccio dichiarando che «l’ipotesi di trasferimento a Milano di due ministeri risponde alla legittima richiesta di maggiore legittimazione politica da parte di una provincia e di una città che contribuiscono per il 10% al Pil nazionale». Gli ha fatto eco il suo omologo della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, secondo il quale tuttavia ci sono altre priorità: «Quelle che i ceti produttori del Nord chiedono - ha affermato il governatore - sono politiche economiche diverse. Il governo ha saputo tenere i conti in ordine, ma ora occorre sostegno a chi innova: questo è il vero cambiamento».Per il ministro della Difesa Ignazio La Russa, «non è importante dove sono i ministeri ma cosa fanno, e mi sembra che i ministeri italiani stiano facendo molto per i milanesi. Il mio ministero - ha aggiunto - ha già una sede in città presso la caserma di piazzale Novelli».
Il sindaco Letizia Moratti ha tagliato corto sull’ipotesi leghista, affermando che si tratta di un tema di competenza dell’Esecutivo: «Sono proposte politiche - ha dichiarato -. Io mi sto misurando sui problemi concreti che riguardano la mia città». Sul fronte leghista, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ironizza sul decentramento dei dicasteri proponendo, tra il serio e il faceto, di ridistribuire i ministeri un po’ in tutta l’Italia: «Perchè non portare gli Esteri in Sicilia? Così è sistemata». Calderoli ha però anche aggiunto: «Nel Pdl decide Berlusconi e lui ci ha detto di sì, a me basta».
Piuttosto drastico nel suo commento il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale della Lombardia Paolo Valentini: «Da quanti anni la Lega promette lo spostamento dei ministeri al Nord? I capigruppo pdl in Parlamento, Cicchitto e Gasparri, hanno detto ufficialmente di no alla proposta leghista. Con quali voti la Lega pensa di realizzare il suo disegno?».
Intanto la Lega fa spallucce e va avanti per la sua strada, avviando ufficialmente una raccolta firme a favore del progetto di decentramento dei dicasteri. Ieri lo stesso leader del partito, Umberto Bossi, si è recato personalmente a firmare presso un gazebo leghista allestito in via Farini.