Ministeri al Nord, la Lega preme Il Pd: "Bossi fa accattonaggio"

Depositata in Cassazione la richiesta per una proposta di
legge sulla territorializzazione dei ministeri e delle altre
amministrazioni centrali. La raccolta delle firme per la
proposta di legge di iniziativa popolare partirà da Pontida il 19 giugno: servono almeno 50mila firme. Ed è subito polemica. La componente romana del Pdl frena. Bersani all'attacco: "I ministeri la Lega una volta voleva
ridurli. Adesso fanno accattonaggio". Ma la Lega non si arrende: forse già giovedì il via libera dal Consiglio dei Ministri

Roma - Lungi dall’esaurirsi, la querelle sul trasferimento di alcuni ministeri o di dipartimenti di ministero da Roma alle Regioni del Nord, reclamata dalla Lega negli ultimi tempi, ha vissuto oggi una giornata di roventi polemiche, innescate dall'iniziativa del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che ha depositata in Cassazione la richiesta per una proposta di legge sulla territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali. Dal Pd immediata la bocciatura del leader Pier Luigi Bersan: "I ministeri la Lega una volta voleva ridurli. Adesso fanno accattonaggio".

La partita del decentramento dei ministeri La questione era stata sollevata dagli uomini del Carroccio all’indomani del primo turno delle elezioni amministrative, e dopo l’iniziale scalpore era sembrata rientrare. Fino al vertice di ieri ad Arcore tra Berlusconi e la Lega, dove è stata nuovamente posta dal Carroccio, che, a quanto pare, ha deciso di rompere gli indugi e di passare all’azione. Calderoli, infatti, si è recato stamani in Cassazione, dove presso l’ufficio centrale elettorale ha depositato la richiesta per una legge d’iniziativa popolare sulla "territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali". Ora il Carroccio dovrà raccogliere più di 50mila firme per far approdare la proposta di legge in Parlamento. Nei giorni scorsi la questione si era imposta nel dibattito, dopo la richiesta del partito di Umberto Bossi di far trasferire alcuni dipartimenti di ministero a Milano.

Giovedì forse il via libera Già giovedì, però, potrebbe arrivare il via libera all’apertura di uffici di rappresentanza di alcuni ministeri al nord. È previsto infatti un Consiglio dei Ministri durante il quale dovrebbe essere licenziato, come riferiscono fonti della maggioranza, un decreto ad hoc della presidenza del Consiglio dei ministri. Non si tratta di un decreto legge, ma di un decreto del presidente del Consiglio (dpcm). Il provvedimento dovrebbe bastare visto che si sta parlando dei dicasteri di Bossi e Calderoli che non sono altro che dipartimenti di palazzo Chigi.

La componente romana del Pdl frena Al di là dell’aspetto formale, la cosa ha rinfocolato le polemiche tra favorevoli e contrari, presenti numerosi anche nel Pdl, in cui la forte componente romana non ha mancato di far sentire la propria voce. A partire dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che ha tuonato definendo "inaccettabile" l’iniziativa di Calderoli: "Questa ostinazione - ha aggiunto - alimenta solo divisioni nel paese e distrae l`attenzione da questioni più urgenti e serie per i cittadini che devono essere affrontate. I parlamentari del Lazio - ha concluso - facciano sentire la propria voce e si uniscano contro questa scellerata idea di spostare i ministeri". E da Washington, dove è in missione, è arrivata la condanna anche del primo cittadino della Capitale Gianni Alemanno: "Non è pensabile - ha detto - che un ministro della repubblica prenda una iniziativa in contrasto con gli accordi con le altre forze politiche e che è una offesa a Roma capitale".

La sinistra boccia la proposta Per il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti "è ufficiale che il governo Berlusconi vuole portare via da Roma i ministeri. Il fatto ancora più grave è che inizia una raccolta di firme che avrà, inevitabilmente, un sapore di discriminazione verso i cittadini del nostro territorio. A questo punto - ha aggiunto - chiedo a tutti i parlamentari di Roma e del Lazio di associarsi alla richiesta di dimissioni di questo governo che a Roma ha promesso tanto e invece ora finisce per togliere quello che abbiamo da sempre come Capitale del Paese". Anche sul fronte parlamentare non sono mancate critiche, sia da destra che da sinistra, all’iniziativa della Lega: il capogruppo Idv a Montecitorio Massimo Donadi ha chiesto uno stop alle "buffonate", mentre l’ex ministro Mario Landolfi, del Pdl, sottolinea che "l’idea di trasferire i ministeri al nord è talmente strampalata che va immediatamente fermata".

L'iniziativa trasversale Dello stesso parere il vicepresidente Pd al Senato Vannino Chiti che sollecita un’iniziativa trasversale e non geograficamente delimitata contro l’iniziativa legislativa per via popolare della Lega per il trasferimento al Nord di alcuni ministeri. "Sono d’accordo con l’iniziativa proposta da Zingaretti: è giusto che su questo argomento facciano sentire la propria voce i parlamentari di Roma e del Lazio, fermo restando che deve comunque essere tutto il Parlamento a impegnarsi contro la proposta inutile e provocatoria della Lega".