Ministri, il Cavaliere: "Squadra quasi definita"

Le ultime indiscrezioni: Fitto agli Affari regionali, Alfano alla Funzione pubblica, Scajola allo Sviluppo economico. Dicasteri per Prestigiacomo e Poli Bortone. Bossi vuole che la lista venga
chiusa prima dell’insediamento per evitare "sorprese"

Roma - Avanti tutta, manca poco. Il lavoro per la definizione della nuova squadra di governo della maggioranza di centrodestra uscita dalle urne del 13-14 aprile procede bene, ma non si è ancora concluso. Lo ha detto oggi Silvio Berlusconi uscendo da Palazzo Grazioli, sua residenza romana, al termine di una lunga riunione con i vertici di Forza Italia. "Abbiamo lavorato su diverse cose, anche sulla composizione del governo. Procede molto bene ma (la squadra) non è ancora definita" ha detto il Cavaliere. "Stiamo cercando di mettere a ogni posto uomini in grado di svolgere il ruolo a loro affidato".

Indiscrezioni Secondo quanto riferito in precedenza da fonti vicine al candidato premier, una poltrona di ministro dovrebbe essere riservata anche all’ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, che dovrebbe andare agli Affari Regionali. Ad Angelino Alfano potrebbe invece andare la Funzione Pubblica e una poltrona da ministro, come già annunciato, ci sarebbe anche per Stefania Prestigiacomo e per Adriana Poli Bortone. Claudio Scajola otterrebbe il ministero dello Sviluppo. Berlusconi, uscendo dalla sua residenza romana tra decine di supporter che lo applaudivano e lo salutavano, si è poi recato, come è suo costume nelle giornate che trascorre a Roma, a fare compere in una bottega del centro.

Vertice E' stata un'altra giornata di incontri, terminata intorno alle 15.30. Hanno lasciato Palazzo Grazioli Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Dennis Verdini, Claudio Scajola, Franco Frattini, Niccolò Ghedini riuniti con il premier in pectore da questa mattina alle 9.30. Nella residenza-ufficio del Cavaliere restano soltanto i capigruppo uscenti di Camera e Senato di Fi, Elio Vito e Renato Schifani. Il leader del Popolo della libertà ha rinviato la sua partenza da Roma per Milano a domani mattina.

Micciché "La squadra di governo è fatta" assicura Gianfranco Micciché lasciando Palazzo Grazioli. Micciché infatti precisa di non avere partecipato all’incontro, ma di essere arrivato solo al termine per "discutere delle deleghe con Berlusconi". Per quanto riguarda la formazione del governo mostra soddisfazione, perché "è stato raggiunto un buon equilibrio tra nord e sud, che invece fino a qualche giorno fa vedeva una prevalenza del nord". Per quanto lo riguarda, infine, Micciché dice che il suo ruolo sarà "quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega per il sud e per il Cipe".

Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell’insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall’accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data. Il premier in pectore resta così a Roma per il 25 aprile. La festa della Liberazione è un giorno di lavoro, rinchiuso nel suo quartiere generale di palazzo Grazioli. Con lui si riuniscono i vertici di Forza Italia: a via del Plebiscito sono presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani ed Elio Vito, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola e Denis Verdini. Berlusconi nel pomeriggio tornerà a Milano dove domani dovrebbe vedere Bossi.

I futuri assetti del Pdl Al tavolo di palazzo Grazioli all’ordine del giorno anche i futuri assetti del Popolo della Libertà. E anche in questo caso la partita riguarda Formigoni. Il leader della pattuglia di Comunione e Liberazione all’interno di Forza Italia è in corsa per l’incarico di coordinatore degli azzurri. Un ruolo fondamentale in vista degli appuntamenti che porteranno gli azzurri a confluire nel Popolo della Libertà. La soluzione Formigoni, però, non è scontata. Il posto "fa gola" a molti e tra i papabili alla poltrona di coordinatore c’è anche Verdini.