Ministro algerino: ricerche in corso per liberare la volontaria italiana

Algeri Qualcosa si muove nel caso di Rossella Urru, la cooperante italiana sequestrata nella notte tra il 22 e il 23 ottobre nel campo rifugiati del Fronte Polisario presso Tindouf in Algeria assieme a due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon dell’Associazione amici del popolo Saharoui e Enric Gonyalons, dell’organizzazione Mundobat.
Il ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelsi, ha detto ieri che «operazioni di ricerca sono in corso su vari livelli per arrivare alla liberazione dei tre cooperanti rapiti di recente nei campi profughi Saharaoui». Il ministro ha auspicato il «rilascio degli ostaggi il più presto possibile».
Lunedì scorso quattro persone coinvolte nel sequestro erano state arrestate: facevano parte di un gruppo di otto persone finite in manette durante un blitz dell’esercito algerino che puntava a colpire la rete di Al Qaida del Maghreb nei distretti dell’Algeria meridionale, e quindi a cercare di liberare i tre cooperanti. Per scovare i rapitori, l’esercito ha messo in campo anche elicotteri e aerei da caccia.
E ieri Deborah Rezzoagli, coordinatrice operativa dei programmi del Cisp (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) in Africa che Rossella Urru rappresenta nei campi Sahraoui si è detta « fiduciosa che tutto si risolva presto e bene».