Il ministro: basta con gli immigrati capri espiatori

Parte dalla strage di Erba, dagli immediati sospetti su Azouz Marzouk, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, per invitare la stampa a una riflessione «seria» su come «sempre più spesso la logica del “capro espiatorio” permei la comunicazione relativa all’immigrazione», finendo anche per formare il «senso comune», «l’immaginario collettivo» degli italiani. Il ministro giudica positivamente il fatto che «molti giornali», abbiano «considerato criticamente il modo in cui avevano affrontato all’inizio la vicenda», ma forse, suggerisce Ferrero si può andare oltre. «L’immigrazione - dice - è un fenomeno che appartiene ormai stabilmente al panorama del nostro Paese, eppure la “normalità” di questa presenza non sembra emergere».