«Ministro caduto sulle piste? Il governo impari lo slalom»

Franco Frattini, ex ministro del Pdl e maestro di sci. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola si è lussato la spalla sciando.
«Fra l’altro a Canazei, a due passi da dove sono io. Abbiamo fatto lunghi anni assieme: lui è un esperto, ed era sempre il primo a svegliarsi».
A lei non sarebbe successo.
«Può capitare a tutti. Uno sconsiderato gli è andato addosso».
Glielo avrà mica mandato lei?
«Ah ah, no, io gli avrei mandato un muro di protezione! Il problema è che è pieno di sciatori inesperti, che pensano di poter domare le nevi e commettono imprudenze».
Sta parlando degli sciatori o dei tecnici al governo?
«Beh, di certo il governo deve sciolinare bene i suoi sci per guidare l’Italia verso il traguardo della ripresa».
Tradotto?
«Non potrà esserci solo la stangata, serve una forte manovra per la crescita. Noi del Pdl abbiamo dato al governo le bevande energetiche che si danno agli atleti al cancelletto di partenza. Ora siamo controllori di gara. Ma sta a loro vincere la coppa».
Mario Monti e lo slalom.
«Vedo due porte più strette. La prima è la chiusura del sindacato, malgrado gli appelli alla coesione di Napolitano. Monti dovrà confrontarsi, ma non potrà fermarsi in mezzo alla pista, le riforme vanno fatte».
La seconda porta?
«È di Bersani, che su pensioni e lavoro ha molti guai in casa».
Ha dimenticato lo slalom del Pdl...
«Noi dobbiamo dare la crema di arnica, quella per le contusioni, a molti nostri colleghi, che patiscono il sostegno al governo».
C’è poi quel problemino delle alleanze: Udc o Lega?
«La Lega sta esagerando, gli insulti a Napolitano sono francamente fuori luogo. Cerca di catturare il consenso a buon mercato di chi si sente tartassato. Ma dimentica che la stangata era necessaria, e che un conto è prendere i voti, altra cosa è governare».
È un addio?
«Non vedo per la Lega un’alleanza alternativa al Pdl. E non ce lo vedo Maroni, fino a pochi mesi fa ministro apprezzato per il suo equilibrio, all’opposizione con Di Pietro, Vendola e i grillini».
Come dire: ci inseguano loro?
«Devono fare una riflessione sui loro errori. Se non ci avessero osteggiato su riforme strutturali come quella delle pensioni, il governo Monti non sarebbe stato così necessario».
Voi intanto corteggiate l’Udc.
«Lega e Udc non sono incompatibili, ci si allea su basi politiche».
Casini ha sempre detto che il suo problema non era il Pdl, ma la premiership di Berlusconi. E Berlusconi dice che non si ricandida.
«Casini poneva una pregiudiziale offensiva sulla persona, che noi abbiamo sempre respinto. Berlusconi resta il nostro leader di riferimento».
Però?
«Sui contenuti i punti di contatto sono molti, e possiamo approfittare di questi mesi, credo fino al 2013, per quella costituente popolare che è poi il progetto di Alfano, e che ha il mio convinto sostegno».
E poi farete le primarie.
«Saranno il nostro slalom speciale. Dobbiamo evitare che si trasformino in competizione fra correnti».
Primarie di partito o di coalizione?
«È il punto in sospeso più delicato. A livello locale in molti casi avrebbe senso farle di coalizione».
A livello nazionale ci sarà anche Frattini?
«Moltiplicare le candidature indebolisce il partito. Ha presente il Pd?».