«Ministro, chi ha fatto quel gavettone?»

In 5 anni oltre 37mila le domande dei parlamentari. Alcune molto bizzarre

Francesco Cramer

da Milano

Salvare l’asino italiano, tutelare chi non orina nella «turca», proteggere il germoplasma, agevolare il lavoro dei bagnini. Sfatiamo una volta per tutte il cliché che i nostri politici guadagnano tanto ma fanno poco. È una balla. L’esercito di onorevoli combatte quotidianamente nell’interesse del cittadino. Lo fanno tutti, maggioranza e opposizione, leader e gregari di partito. Le armi a disposizione sono sempre semplici, talvolta noiose, spesso inutili. Si tratta delle interrogazioni parlamentari, strumento che i costituzionalisti nobilitano quale «atto che conserva la normalità democratica del potere pubblico». Sono domande con cui ogni singolo deputato o senatore può inchiodare un ministro, più ministri, se non addirittura il capo del governo. Tra risposte orali e scritte, in questa legislatura, il governo ha dovuto replicare 25.199 volte alla Camera, 12.611 al Senato. Per un totale di 37.810 risposte.
Si chiede di tutto ai dicasteri. Al Viminale, l’onorevole Francesco Paolo Lucchese (Udc) s’è rivolto per sapere se la soubrette Loredana Lecciso, in occasione dell’apertura di un negozio a Latina, si sia presentata con un’auto della polizia come scorta. E sempre a proposito di auto, il collega di partito Italo Sandi ha investito il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi della questione relativa agli elastici posizionati sulla targa dei motoveicoli in modo da sollevarla e portarla quasi in posizione orizzontale, rendendola così poco visibile. Il ds Lino Rava, invece, s’è preso cura degli alberi in provetta: ha chiesto al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno lo stato di salute del germoplasma custodito all’istituto di genetica vegetale di Bari.
Altro tipo di custodia: la rifondarola Titti De Simone ha domandato al ministro della Giustizia Roberto Castelli di risolvere la delicata questione del detenuto Maurizio Galluzzi, conosciuto come Jessica. Rinchiuso/a nel carcere di Rovereto, dovrebbe essere inserito, come signora Jessica, nell’ala femminile dell’istituto. D’altronde che anche un singolo caso sia meritevole d’attenzione lo dimostra l’onorevole ds Silvana Pisa che ha coinvolto Palazzo Chigi su una spiacevole vicenda: una dipendente dello stabilimento del Polo mantenimento pesante nord di Piacenza sarebbe stata apostrofata dal capo sezione per aver utilizzato una toilette lontana dalla sua postazione perché quella vicina «presentava l’inconveniente di essere alla turca». An, si sa, è invece molto sensibile al problema droga. Infatti è stato l’onorevole Sandro Delmastro Delle Vedove a firmare un’interrogazione al ministro dell’Interno Pisanu per chiedere di proibire la vendita della «salvia divinorum» che, se fumata, avrebbe effetti più potenti del classico spinello. Stupefacente. Gatta da pelare anche per il ministero dell'Ambiente che ha dovuto rispondere all’onorevole della Margherita Roberto Giachetti che ha incalzato il ministro su un pacco proveniente dall’Australia, contenente migliaia di grilli. E se il leghista Edouard Ballaman ha domandato al ministro della Difesa, Antonio Martino, di far luce sull’increscioso episodio di un gavettone tirato da un elicottero militare contro un mezzo amico; l’azzurro Ilario Floresta ha tirato in ballo addirittura il premier. Ha chiesto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di sapere se a Piazza Torre, paese di 500 abitanti della Val Brembana (Bergamo), continuerà a funzionare la bidonvia che lo collega al Monte Torcola. A riprova che ogni deputato o senatore rappresenta l’intero popolo italiano: l’onorevole Ilario Floresta è stato eletto nel collegio 9 di Giarre, circoscrizione Sicilia 2. Ecco il motivo della sua imprecisione: Piazza Torre in realtà è Piazzatorre.