Il ministro Chiti: scandalosi i pacchi ricchi sullaTv pubblica

Altre accuse contro il giochino «Affari tuoi»: «Diseducativo perché non si basa su abilità»

da Firenze

Le parole di un ministro della Repubblica suonano come melodia alle orecchie di Antonio Ricci, il patron di Striscia la notizia. Dopo una settimana di polemiche su Affari tuoi, il giochino di Raiuno messo sotto accusa dai concorrenti del tg satirico perché i pacchi più ricchi arrivano spesso nelle battute finali facendo alzare gli ascolti, ieri a rinfocolare la polemica è arrivata una dichiarazione di Vannino Chiti, ministro per i Rapporti con il Parlamento. «Trovo francamente scandaloso, da un punto di vista morale, che la televisione pubblica dia premi miliardari in competizioni che non richiedono alcuna o scarsissima abilità e conoscenza». Il ministro (che si sarà accorto del programma solo ora, visto che va in onda da quattro anni) lo ha detto a Firenze durante la presentazione di un libro da lui scritto, a due mani, con il figlio Marco, Nostalgia del domani, edito da Giunti. Ovviamente il riferimento è al gioco più conosciuto, cioè Affari tuoi, anche se di simili (ricordiamo Fattore C) ce ne sono altri in onda. Le frasi del ministro fanno felice Ricci, patron del Tg satirico, perché si inseriscono nella linea di pensiero da lui sempre portata avanti, che così si può sintetizzare: il servizio pubblico, la Rai, fa ascolti regalando palate di soldi, noi, su una Tv privata (Canale 5), facciamo ascolti mettendo alla berlina il malcostume italiano. Anche se, per la verità, 500mila euro quest’anno Affari tuoi non li ha ancora distribuiti.
Il ministro ha fatto il paragone con ciò che accadeva un tempo con Lascia o Raddoppia? di Mike Bongiorno. «Da quella trasmissione - ha osservato Chiti - proveniva un messaggio del tutto diverso e cioè, tu studi, cerchi di imparare e poi, magari anche aiutato da un po’ di fortuna, vinci e vieni premiato per ciò che sai, ma oggi si concedono premi a chi indovina se una scatola è piena o vuota: è un messaggio diseducativo e si danno premi sostanziosi con il denaro di chi paga il canone pubblico a persone arrivate in quella trasmissione solo perché qualcuno le ha aiutate ad arrivare lì e perché sono stati fortunati nell'indovinare se una scatola è piena o vuota». «Eppure - ha continuato il ministro - c'è una grande domanda di conoscenza cui la televisione pubblica dovrebbe rispondere. Lo dimostra il fatto che quest’estate a Firenze fosse piena ogni sera piazza Santa Croce, dove Benigni declamava Dante e lo faceva capire a tutti con grande facilità».
Accuse, quelle di Chiti, che vanno ad aggiungersi ad altre arrivate nei giorni scorsi contro Affari tuoi. La prima: il ripetuto verificarsi dei pacchi da 500mila euro in finale (con annesso sospetto - seccamente smentito dalla Rai - che il giochino sia in qualche modo pilotato per far alzare gli ascolti). Il secondo: la presenza di bimbi accanto ai genitori concorrenti (stigmatizzata da alcune associazioni, ma assolta da altre, tra cui il Moige).
In tutto questo, continua la battaglia tra i due programmi fondamentali per la prima serata di Raiuno e Canale 5: sabato Affari tuoi e Striscia hanno praticamente pareggiato, domenica il giochino della Tv pubblica (senza pacchi milionari in finale) ha battuto Cultura moderna, altro programma di Ricci: 6.220.000 spettatori con uno share del 22,62% contro 5.938.000 e share del 21,60%.