Il ministro Fioroni: «È emergenza del vivere civile»

Il responsabile dell’Istruzione: l’insegnamento della legalità parta dalle famiglie

A scuola come in trincea. Non bastassero i tanti episodi di baby-bullismo o a «luci rosse» degli ultimi mesi, ora ci si mettono pure le intemperanze dei genitori a rendere dura la vita degli insegnanti.
«Nel nostro Paese esiste un'emergenza del vivere civile e del rispetto delle regole». Lancia l’allarme il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che, commentando la vicenda del preside barese, aggredito da alcuni genitori, richiama ognuno al rispetto delle proprie responsabilità. «È una aggressione intollerabile - ha detto Fioroni - soprattutto perché questa volta, e non è la prima volta, i protagonisti sono stati dei genitori che sono il primo livello educativo. In Italia - denuncia il ministro - c'è un'emergenza del vivere civile e del rispetto delle regole che riguarda tutti: scuola, genitori, famiglie, mass media».
«È un fenomeno di fronte al quale - ammonisce Fioroni - ciascuno deve assumersi la propria parte di responsabilità perché questo è un problema del Paese, certo non solo della scuola. Educare - ribadisce - significa non solo dare competenze ma formare uomini e cittadini. Ma questi cittadini - conclude il ministro della Pubblica istruzione - dobbiamo formarli tutti: l'insegnamento del rispetto della legalità deve iniziare dando l'esempio, a partire da quello dei genitori». L'episodio odierno di Bari si va a sommare a tre gravi casi di violenza accaduti in Italia nei confronti del corpo docente durante questa settimana: a Milano un'insegnante di sostegno ha tagliato per «gioco» la lingua di un bambino tunisino; a Roma una maestra elementare ha costretto un alunno spaventato a leccare la pipì; in provincia di Ferrara due genitori hanno picchiato un insegnante del figlio tredicenne perché sospettato di averlo aggredito.