Il ministro Fornero: «I provvedimenti? Ci mettiamo la faccia Sperando di salvarla»

Il rischio di metterci la faccia è quello di prendersi una facciata. Era dunque un po’ tesa, Elsa Fornero, neo ministro del Lavoro e delle politiche sociali (con delega alle Pari Opportunità, quindi subito avvicinata in Aula dalla Pd Paola Concia, engagé dei diritti omo), mentre conversava con i giornalisti ieri in Transatlantico, a margine del voto di fiducia al governo Monti. «Nella riunione del Consiglio dei ministri di lunedì - ha detto - si inizierà a parlare anche di provvedimenti, non solo di criteri». Vale a dire, dopo aver individuato il gregge più lanoso, si provvederà ad affilare bene i rasoi che dovranno tosarlo, a tutto vantaggio della riduzione del debito pubblico. «E sui provvedimenti - ha aggiunto Fornero scherzando, ma chi era presente dice non troppo - bisognerà metterci la faccia: sperando che non ce la massacriate». Si riferiva solo ai giornalisti o ai diretti interessati dai «provvedimenti»? Per non entrare troppo dettagliatamente nei «sacrifici» (neo-eufemismo montiano per «lacrime e sangue») che toccheranno agli italiani, la professoressa di economia ha cambiato argomento, parlando delle nomine di viceministri e sottosegretari: «Verranno prese settimana prossima».
Di fatto, intorno alla Fornero e al suo strategico ministero del Lavoro si concentrano le aspettative di molti: al Pd sta a cuore che non venga messo in discussione l’articolo 18 (come ha ribadito il capogruppo Pd in Commissione lavoro Cesare Damiano alla Fornero stessa) e che i ritocchi al sistema pensionistico siano appunto soltanto ritocchi, tuttavia Monti ha già fatto intendere che l’intervento dovrà necessariamente essere più pesante, quantomeno in linea con i livelli Ue. Difficile sarà anche trovare un’intesa sull’abbattimento dei privilegi di alcune categorie professionali che al Pd stanno piuttosto a cuore.
Intanto Andrea Camporese, presidente dell’Associazione degli Enti previdenziali privati, e la Commissione Pari Opportunità della Federazione nazionale della stampa hanno già scritto alla Fornero. Pensione o diritti, tutti temono le «cesoie» di Monti.