IL MINISTRO DELLA LIGURIA

Praticamente, è una rubrica fissa del Giornale, edizione Genova e Riviere. Da quando Claudio Scajola è ministro delle Attività Produttive non c’è giorno che non parliamo di lui per dare notizia di un finanziamento, di un’iniziativa, di una svolta epocale per la Liguria. Quando i nostri lettori si imbattono nelle sue foto o nel suo nome sui titoli - e accade quasi quotidianamente, sempre più spesso - sanno che, con ogni probabilità, li aspetta una bella notizia.
Alessandra Carbonini, infaticabile e cortesissima addetta stampa del ministro, ha il suo bel daffare nel comunicarci ogni decisione del ministero che riguarda la nostra regione. Perchè Scajola ha un merito grandissimo: aver trasformato la dizione «ministro ligure» in qualcosa di più di una connotazione geografica. In molto di più di una connotazione geografica. Senza ovviamente dimenticare il resto d’Italia e senza forzare in alcun modo il proprio ruolo, Scajola sta aiutando davvero la nostra regione a crescere. Come avevamo previsto annunciando e applaudendo su queste pagine la sua nomina nel Berlusconi-ter.
Anche solo limitandosi agli ultimi giorni, l’elenco delle azioni di Scajola a favore della Liguria è impressionante. Sia per gli atti simbolici - ad esempio la scelta di Genova per siglare il patto con il suo omologo d’Oltralpe per le fonti energetiche o l’incontro in Regione con Claudio Burlando per scegliere le priorità d’azione in modo bipartisan -; sia soprattutto per le scelte sostanziali.
Nel giro di una settimana, Scajola è stato innanzitutto il king maker della svolta sulla vicenda Ferrania, che ha assicurato lavoro a 700 persone e, soprattutto, un futuro occupazionale per la Val Bormida, che altrimenti avrebbe rischiato di morire sotto i colpi della disoccupazione. Poi un altro successo occupazionale: il ministro azzurro delle Attività Produttive ha portato a casa l’accordo per Cornigliano, assicurando che non verrà toccato nemmeno un posto nelle acciaierie di Riva. Risultato ancor più positivo perchè ottenuto con un accordo trasversale con il sindaco Pericu, il presidente della Provincia Repetto e il presidente della Regione Burlando. Un accordo che, probabilmente, non era il migliore degli accordi possibili, ma che era il migliore degli accordi possibili in questo momento e con queste autorità locali. E quindi chapeau al realismo di Scajola.
Ma il colpo più importante è stato quello realizzato dal ministro delle Attività Produttive martedì sera, con l’approvazione del finanziamento per realizzare il raddoppio della tratta ferroviaria Andora-Finale Ligure, che sarà definitivamente finanziato dal prossimo Cipe e quindi porterà all’apertura dei cantieri e, dopo cinque anni e nove mesi, alla loro chiusura.
Dici Andora-Finale e pensi: bel risultato per la provincia di Savona. E invece. E invece si tratta di una svolta epocale per i liguri e anche per tutti coloro che vengono in Liguria. Confesso che io stesso non me ne sono reso subito conto. Ma la svolta è epocale perchè il tratto Andora-Finale non riguarda solo la provincia di Savona. Riguarda tutta la Liguria dato che, una volta terminati i lavori su questo percorso, la Genova-Ventimiglia sarà completamente raddoppiata. Con altri tempi di percorrenza, altre frequenze di viaggi, altri passi avanti sulla strada del collegamento fra la Liguria e l’Europa. Una rivoluzione.