La ministro Meloni nel campo profughi dei palestinesi: «Studiate per essere liberi»

La titolare della Gioventù in Israele per tre giorni. A Betlemme ha firmato un protocollo d'intesa con un piccolo aiuto all'inserimento dei giovani laureati nelle imprese: 200mila euro per un biennio. «Vedere con i propri occhi la situazione del Medioriente aiuta a capire»

Duecentomila euro, una goccia. Una goccia per sperare. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, da ieri a Gerusalemme per una tre giorni che la porterà anche a incontrare parlamentari israeliani alla Knesset, ieri ha visitato il campo profughi di Deisha, a un tiro di schioppo da Gerusalemme. Ma qui sparano sul serio, qui c'è il muro e la vita di ognuno è appesa a un filo tenue, la pace, che va incoraggiato in ogni modo. «Studiare, conoscere è la via migliore per essere liberi», dice la Meloni alle bambine della scuola femminile di Deisha. Poi lo ripete ai giovani studenti universitari dell'ateneo di Betlemme. Proprio alla «Betlem University» Meloni firma insieme al rettore, padre Peter Bray, un protocollo d'intesa che vuole testimoniare l'impegno dei governo italiano e del ministero della Gioventù per sostenere l'imprenditoria giovanile nei territori palestinesi. Si tratta di un progetto di durata biennale, duecentomila euro in tutto che saranno impiegati per finanziare l'impiego di giovani laureati.
«La conoscenza - sottolinea Meloni - è la strada giusta, lo strumento migliore per costruire un futuro diverso dalla guerra e dalla povertà». Il ministro della Gioventù ha visitato stamane il centro scolastico femminile di Deisha, gestito dall'Agenzia Onu per i rifugiati, poi un centro per le donne del campo. A loro che, pur impegnate nella gestione di un asilo nido e occupate in attività di sartoria, lamentano una mancanza di fondi, Meloni ha ricordato l'impegno dell'esecutivo italiano, ma ha anche promesso di farsi portavoce delle loro istanze, perché «si può sempre fare di più». Una visita, quella al centro scolastico, allietata anche dai canti in classe delle piccole alunne, un modo per accogliere l'esponente del governo italiano. E sempre con la musica gli studenti universitari dell'ateneo di Betlemme hanno ringraziato il ministro della Gioventù per la firma del protocollo che punta sul microcredito.
Un'iniziativa per sostenere chi «prova a gettare il cuore oltre l'ostacolo», ha spiegato Meloni. «È facile per questi giovani sentirsi isolati, abbandonati - ha spiegato il rettore - qui ci sono i check point, c'è la guerra. La sua presenza - ha aggiunto rivolgendosi a Meloni - fa sentire ai ragazzi che non sono abbandonati».
Di questione mediorientale si dibatte spesso, ma «guardare le persone negli occhi è un'opportunità per capire», ha proseguito Meloni, «e io ho visto tante persone che pur con la guerra, la povertà e l'assenza di speranza cercano di ritagliarsi una vita dignitosa». La missione proseguirà con la visita alla camera di commercio di Betlemme, mentre nel pomeriggio il ministro della Gioventù assisterà al concerto di Natale presso la chiesa della Natività.