«Il ministro è un simbolo Anche per questo la contestiamo»

I portavoce dei collettivi delle superiori milanesi pensano il loro autunno caldo tra le psichedeliche pareti del centro sociale il Cantiere coloratamente collocato di fronte alla sede del Sole 24 Ore. Stati generali in cui gli studenti delle superiori si trovano ad avere a che fare con elementi molto più politicizzati. Che consigliano il silenzio stampa. Però qualche studente avvicinato all’uscita, come Ale, che viene dall’Italo Calvino di Rozzano, non ama la censura: «Basta che scrivi quello che dico» (e sbircia gli appunti).
Ma cos’è che non ti piace del decreto Gelmini?
«Il taglio dei fondi e i finanziamenti alle scuole private, l’abbassamento dell’obbligo, si torna indietro».
Ma questo non è il decreto...
«Sì, sono cose legate alla legge 133».
A spanne... Ma sul decreto?
«Il voto in condotta... Io preferirei che i bulli fossero costretti a fare dei lavori socialmente utili».
Un po’ peggio di un sette in condotta...
«Sto parlando di bulli veri... Per il resto è meglio educare che reprimere. Meglio non avere il voto in condotta e non tagliare gli insegnanti piuttosto che il contrario...».
Gli studenti che protestano hanno le idee chiare?
«Molti no... Ci sono quelli che non sanno nulla, ho anche visto le risposte che hanno dato sul sito del Giornale... Ma non si può ridurre tutto a questo. Chiediamoci perché di quel che succede non sanno nulla... Meno istruzione e più tv e ne sapranno anche di meno».
Qualcosa della riforma che ti piace?
«Sì, gli esami a settembre, quelli sì».
Dare fiducia al ministro?
«Se cambiasse posizioni... Ma, insomma, lo ammetto, qualche preconcetto ce l’ho. Comunque non si tratta della Gelmini, è un po’ un simbolo...».
Se ti dico che la vostra protesta usa metodi vecchi e che è politicamente strumentalizzata?
«La strumentalizzazione è un rischio. Quanto ai metodi mi sembrano i soli che abbiamo».
Il Sessantotto?
«Resta un punto di riferimento».
Però dimmi qualcosa di nuovo...
«Mi piace Grillo».
Vaffa a tutto...
«Adesso sei vecchio tu, non è solo quello...».