Il ministro del Tesoro non paga i contributi Nuovi guai per il futuro team di Obama

Un errore in buona fede, come capita a molti. Roba di poco conto tutto sommato - una governante con i documenti di soggiorno scaduti, i contributi per la previdenza sociale pagati in ritardo e dopo il sollecito del Fisco, qualche distrazione su quello che si può e non si può scaricare dalle tasse - ma che assume la dimensione di una semi tempesta politica se a essere colto in fallo è Timothy Geithner, attuale numero uno della Federal Reserve di New York e prossimo segretario al Tesoro nell’amministrazione Obama.
Ad alzare il polverone è stato il senatore Charles Grassley, repubblicano della commissione Finanza, che è andato a fare le pulci al passato fiscale dell’uomo scelto dal presidente eletto Barack Obama per la poltrona occupata ora da Henry Paulson. Non che sia appunto uscito molto, ma tanto è bastato per fare parlare giornalisti e senatori e per convincere la commissione Finanza del Senato a posticipare l’udienza per la conferma della nomina di Geithner, prevista per domani e ora spostata al prossimo mercoledì. Va così a monte il progetto di Obama di avere la propria squadra pronta all’azione già il 20 gennaio, martedì, il giorno in cui si insedierà alla Casa Bianca.
La vicenda, oggetto di un incontro a porte chiuse tra Geithner e i membri della commissione Finanza che devono decidere sulla sua nomina, è tutt’altro che da prendere alla leggera. Il portavoce di Obama Robert Gibbs ha detto che si è trattato di «errori in buona fede a cui è stato posto subito rimedio». Vero, ma se a sbagliarsi con le tasse è colui che dovrebbe risollevare le sorti economiche del Paese, forse qualcosa di cui preoccuparsi c’è, almeno in via teorica.