IL MINISTRO DI TUTTI

Sono felice che Claudio Scajola sia ministro anche stavolta. E, soprattutto, sono felice che lo sia in un ministero pesante come lo Sviluppo Economico, un vero crocevia per il futuro. Un ministero, come ho scritto e come gli ho detto spesso, dove è riuscito a dare il meglio, come invece non gli era capitato agli Interni, in gran parte non per colpa sua. Ma un po’ per l’inesperienza di tutto il Berlusconi II; un po’ per la congiuntura storica, con la polpetta avvelenata del G8 genovese immediatamente all’insediamento, senza possibilità di gestirlo davvero.
Sono felice perchè Scajola, a volte, ha un caratteraccio e in passato mi è anche capitato di discutere con lui. Ci sono delle cose, nei suoi modi di fare, che non sono le mie. E abbiamo caratteri profondamente diversi. Ma, come diceva Montanelli, non esiste persona di carattere senza un cattivo carattere. E, soprattutto, come tutte le persone intelligenti, Claudio Scajola, sa imparare dagli errori e dalle discussioni. Sono quelli che pensano di avere sempre la scienza infusa quelli pericolosi.
E poi sono felice perchè Scajola è un amico del Giornale e del Giornale di Genova e della Liguria e l’ha dimostrato ogni volta che ha potuto.
E poi sono felice perchè Scajola non molla le persone perbene nei momenti difficili, come è capitato quando si è aperta l’inchiesta su Giovanni Novi. A me la sua difesa di Novi, che qualcuno ha definito pubblicamente «indecente», è parsa invece alta e nobile e anzi - nel rispetto dell’inchiesta giudiziaria - ho trovato indecente la crocifissione dell’ex presidente dell’Autorità portuale. Questione di gusti.
E poi sono felice perchè Scajola si sta dimostrando sempre più un leader di statura nazionale, che mancava alla Liguria (...)
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