Il ministro vende un cavallo, la Francia insorge

I francesi comprano Alitalia, ma vendono all'emiro del Dubai il loro miglior purosangue degli ultimi decenni, Literato. Scherzi della globalizzazione. Ma se a cedere il cavallo che trionfa nelle corse di galoppo è il ministro della Difesa Hervé Morin, la storia assume una valenza particolare. E la Francia che ha accolto con leggerezza, come se si trattasse di un fatto normale, l'acquisto della nostra compagnia di bandiera, bollando come inguaribilmente provinciali le proteste del Nord Italia, ora insorge, gridando allo scandalo. La vicenda ha suscitato una tale emozione che Le Monde le ha dedicato una pagina intera.
La storia di Literato è davvero bella. Morin ha iniziato a comprare cavalli per divertimento, una decina d'anni fa, assieme a una coppia d'amici Lydia et Jean-Jacques Rabineau. Prima una giumenta, Lolita Kom, poi Poly Dance, buoni cavalli i cui successi fruttano 60mila euro. I tre coproprietari avrebbero potuto usare questa cifra per comprarsi una bella auto o per pagarsi vacanze da sogno. Invece vanno alle aste di Deauville e un amico allevatore, dotato di intuito straordinario, mette gli occhi su due puledri a cui nessuno sembra interessato.
All'asta i compratori latitano e Morin-Rabineau se li aggiudicano, uno per 20mila euro, l’altro per 40mila. Quest'ultimo è Literato, che il 1° maggio 2006, quando Morin è un semplice parlamentare, partecipa alla prima gara, a Tarbes. Per due terzi del percorso sembra dormire, poi si sveglia, rimonta tutti e finisce primo ex aequo. Come in un film di Hollywood. Da allora è un crescendo, fino al trionfo ai Champion Stakes, di Newmarket, in Gran Bretagna. Morin nel frattempo è nominato da Sarkozy ministro della Difesa e diventa popolarissimo, non certo per l'incarico che ricopre, ma grazie alle imprese di Literato. La Francia è orgogliosa, ha finalmente il fuoriclasse che ha sempre sognato e che promette nuovi trionfi. Un mito e, in quanto tale, intoccabile.
Morin si fa fotografare estasiato dopo ogni vittoria. Nessuno poteva immaginare che fosse intenzionato a cederlo. E invece pochi giorni fa l'annuncio che traumatizza il Paese. Ma come, la Francia della grandeur si libera dei suoi gioielli? E per venderli a un ricco arabo? Orrore, vergogna, disgusto. In un Paese che ogni anno impazzisce per l'Arc de Triomphe a Longchamp, un riproduttore del livello di Literato è considerato patrimonio nazionale. La gente nei bar si chiede: «E perché non dar via anche la Gioconda?».
Il contraccolpo d'immagine è colossale. Ma Morin tira dritto. A Le Monde spiega di essere stato disgustato dalle critiche ricevute dopo il secondo posto al Jockey Club di Chantilly, poi ammette: l'offerta era davvero irripetibile. Di quanto? Lui non lo dice, ma il quotidiano parla di tre, cinque o forse addirittura sei milioni di euro. Niente male a fronte di un investimento di 40mila euro. Difficile dire di no, anche se sei ministro nella Francia di Sarkozy.
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