La minorenne cercò di deviare il colpo dell'ombrello

Alcune testimonianze agli atti dell'inchiesta evidenziano che la ragazza minorenne cercò di deviare il colpo, indirizzato all'occhio di Vanessa Russo, inferto con la punta dell'ombrello da Doina Matei

Roma - Caterina I. (il nome è di fantasia) la minorenne che era insieme a Doina Matei quando aggredì giovedì scorso Vanessa Russo, cercò di deviare il colpo sferrato con la punta dell’ombrello. È quanto emerge da alcune testimonianze agli atti dell’inchiesta del procuratore aggiunto Italo Ormanni e del sostituto Sergio Colaiocco, sull’omicidio di Vanessa.

Sempre secondo alcune testimonianze, Doina Matei avrebbe impugnato l’ombrello a mò di lancia vibrando un violento fendente in direzione dell’occhio o comunque del volto di Vanessa. È anche da tali testimonianze che è scaturita l’imputazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Secondo quanto si è appreso, il quadro probatorio sarebbe avvalorato dall’esito dell’esame autoptico eseguito ieri al Verano da cui è emersa una frattura della parete orbitaria segno di «un colpo diretto inferto con violenza».

Le lacrime "I miei non sanno cosa faccio in Italia, come vivo. Non sanno che mi prostituisco, e quando mi vedranno in tv...". È stato questo l’unico momento in cui C. I., la diciassettenne romena che era con Doina Matei quando quest’ultima ha ucciso Vanessa Russo, ha pianto davanti al pm dei minori di Ancona che l’ha ascoltata oggi. "Ero andata a Tivoli a vivere da uno zio, che poi però è tornato in Romania. Doina la conoscevo già, e così abbiamo deciso di prostituirci insieme, lungo la Tiburtina. Per vivere, per guadagnare qualcosa" ha detto la ragazza.